DONNE NEL BUIO

DEDICA

Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

INTRODUZIONE

 Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

MALIANE, GLI OCCHI DI UNA MAMMA

Maliane non sapeva che sarebbe diventata cieca, era una ragazza come tante, giovane, allegra e felice. Si sposò all’età di 18 anni, innamoratissima e felice di suo marito.

Subito dopo le nozze, Maliane rimase incinta, ma perse il bambino che aveva in grembo. Allora, aspettò, aspettò un po’ perché la paura di perderlo era ancora troppo grande. Arrivò il suo ventiseiesimo compleanno e desiderava con tutto il cuore avere quel bambino e riuscì ad averlo. Purtroppo, la sua malattia avanzava, ma quel bambino lo desiderava così tanto che quando partorì in ospedale, le dissero che anche il bambino avrebbe potuto avere problemi agli occhi. In quel momento di felicità pianse e pensò a cosa sarebbe potuto accadere a suo figlio, se lo abbracciò stretto e nonostante il marito e i parenti le dessero coraggio, lei piangeva.

Man mano Maliane perse la vista, ma aveva quel bambino da coccolare, da crescere e anche quando lei aveva perso totalmente la vista cercava di capire se aveva fatto i compiti. Il figlio come tutti i bimbi era svogliato e delle volte gli allungava qualche sculaccione. Maliane ormai non vedeva più, ma quel figlio stravedeva. Rimase anche senza marito e lei continuò a crescere quell’unico figlio da sola, lo coccolò, fosse anche un po’ troppo, anche perché con il dolore del padre morto il bambino ne aveva sofferto molto. Ormai non era più un bimbo, era diventato quasi un uomo. Aveva cominciato a lavorare, lei lo seguiva nel lavoro, vivevano insieme, lui lavorava e lei stava attenta, aveva trovato anche una bella ragazza, ma non era una ragazza per lui e quando si lasciarono, soffrì anche la madre.

Maliane, che vedeva il figlio soffrire, inutilmente, pensò come sia stato possibile che quella ragazza lasciò suo figlio, un bellissimo ragazzo, un bravo ragazzo. Nonostante i suoi problemi di salute, lei stravedeva per quel figlio e suo figlio ricambiava con tanto amore e tanto affetto. Quando Maliane si ammalò gravemente, suo figlio l’accudì, come lei accudì suo figlio durante l’infanzia. Maliane nonostante i problemi andò avanti e sperava che il figlio riuscisse a trovare una bella ragazza in grado di dare dei nipotini, una bella nipotina, da poter coccolare. Un giorno, finalmente, il figlio riuscì a trovare la ragazza perfetta e diede a Maliane una bella nipotina. Maliane era così felice perché quella nipotina un giorno sarà i suoi occhi.

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

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