DONNE NEL BUIO

DEDICA

Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

INTRODUZIONE

Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

RACHELE

Conobbe Rachele tanti anni fa, in un gruppo di amici. Una ragazzina dagli occhi verdi, belli e grandi, che li sorridevano. Troppa differenza di età tra i due, lui l’ha sempre trattata come una sorellina. Raramente si sentivano, si raccontavano della loro vita. Rachele era diventata una maestra, amava i bambini. Fin da piccola aveva avuto dei problemi, un’epilessia curata, che ancora oggi le data qualche fastidio. Andò a lavorare al nord, dove incontrò un ragazzo, che poi diventò suo marito. Lei, donna meridionale non era abituata alla routine del nord.

Dormivano in camere separate e lei ne era molto risentita, in quanto i suoi genitori dormivano sempre insieme. Provò a portare avanti il suo matrimonio con caparbietà, ma alla fine non trovò in suo marito quello che avrebbe voluto, cioè un compagno della vecchiaia, ma trovò solamente un estraneo e così si lasciarono. Decise di tornare nel meridione ad insegnare, in un posto di mare.

Ogni tanto si sentiva con il suo amico, gli raccontava il suo dolore, ma anche altre problematiche che aveva avuto, chissà quale Santo l’ha protetta perché guarì da uno di quei mali incurabili. Rachele cercava di fare del bene, del volontariato. Incontrò un uomo separato con il quale ebbe un feeling, un amore, alla fine si misero insieme. Lei era molto cattolica, le piaceva andare a messa, si sentiva una peccatrice perché era divorziata e viveva con un uomo anch’esso separato. Per quanto si confessasse non se la sentiva comunque di partecipare all’Eucarestia, nonostante il frate con cui aveva parlato l’aveva autorizzata a poter partecipare.

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

 

 

 

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