TENEO TE TEMPO

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

Con questa lirica riadattata in Italiano da Franco Battiato, l’originale è di Jacques Brel, più francese dei francesi anche se belga, anzi, soprattutto in quanto belga, naturalmente francofono, si ha l’idea di quella che può essere definita, senza ombra d’indugio, la più grande vittoria dell’uomo. La vittoria data alla creatura, come l’avrebbe chiamata Ungaretti, nella sua poesia, forse la più bella, che si chiama, non a caso, “Sono una creatura”, sul nemico più infido, inesauribile e cinico che la creatura umana abbia mai avuto: il tempo. Perchè è questo che l’amore così superbamente cantato ci vuol significare in questo lirismo ardimentoso e dai tratti titanico.

Una vita narrata con tutto quello che di vero la vita ha e che non per questo sembra diventare meno bella, meno colorata e meno degna di essere vissuta. Ed è l’amore, questa specie di miracolo laico, a renderla tale, tra l’illusione di Schopenauer e quella di Leopardi, che di tanto amore parlarono e poetarono, l’uomo ferma il tempo e diventa Dio con un amore eterno. Eterno. Accade anche questo nella vita su questa Terra. Può succedere che “a volte qualcuno rimane” e che “a volte poeti si muore”. Lo visse e scrisse un altro poeta: Lucio Zinna.

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

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