DONNE NEL BUIO

DEDICA

Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

INTRODUZIONE

Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

SUOR LETIZIA

Suor Letizia l’avevo conosciuta tanti anni fa. Da ragazzo, quando avevo 14 anni, mi capitava di andare a messa, ogni tanto, ma più che per fede, per incontrare le ragazze, perché era l’unica maniera per incontrare, la domenica, a quel tempo, le ragazze che uscivano solo per andare a messa. Tra le tante ragazze che frequentavano quella chiesetta, la chiesetta di Santa Lucia, c’era quella che oggi si chiama suor Letizia. Una bellissima ragazza, con degli occhi meravigliosi, belli, ma era cieca. E io, guardandola, mi chiedevo sempre, come facessero ad essere degli occhi così belli a non poter vedere.

Questa ragazza cantava nel coro e le piaceva cantare “Apri i miei occhi, Signore”, perché lei era cieca. Col tempo, lei ha lavorato, si, ha lavorato come centralinista. Ha passato la sua vita tra la Chiesa e il lavoro. Una bellissima ragazza, una ragazza seria, una ragazza di altri tempi.

Una ragazza che sognava la poesia, una ragazza che leggeva molto, una ragazza anche impegnata. Eh, ricordo le sue battaglie! Quando si doveva fare il referendum per il divorzio e, lei era contraria, da cattolica. E andava, andava a parlare alla gente, alle donne. Quando poi arrivò all’età della pensione, si ritirò in convento, in un convento di clausura.

Io ne ebbi notizia molto tempo dopo, andando in qualche circolo di preghiera, le trovai che la mia amica si era fatta suora, suor Letizia. Mi misi in contatto con suor Letizia, quanto tempo era passato, e le chiesi di pregare per me, perché per lei, senz’altro, le preghiere sarebbero riuscite meglio, ma lei mi disse che aveva sempre pregato per me, quando aveva saputo che anche io ero diventato cieco. Ciao Letizia! Ciao suor Letizia! Tu che ora sei vicina al Signore, prega per tutti noi!

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

 

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