Il problema della sinistra non è il socialismo ma la lingua italiana

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

Open, il giornale di Mentana, accusa la sinistra di sbagliare perché parla di socialismo. Una parola che divide il campo progressista dal popolo. In realtà l’editoriale del giornale online centra il problema ma non i termini della questione. Perché la sinistra ha distrutto il legame con la gente per via del suo vocabolario. Ma proprio perché non parlava di socialismo.

Intendiamoci, discettare di socialismo e anticapitalismo non rende Roberto Speranza (o chi per lui) comprensibile alla casalinga di Voghera. Tuttavia ciò che ha affossato la sinistra italiana è l’intero linguaggio, non le due o tre parole chiave. Abbiamo fatto una campagna elettorale basata su flat tax, Europa e reddito di cittadinanza. Parole chiave molto complesse, anche per gli addetti ai lavori.

La parola-chiave è una bandiera: ciò che conta è l’analisi, la proposta e l’orizzonte che c’è dietro. La sinistra non è votata non (soltanto) perché non è comprensibile. Non bisogna cadere nell’errore che la sostanza sia giusta e la forma sbagliata. Il problema è che i partiti più radicali sono da anni preda di una fuffa inconsistente, che si rispecchia nel linguaggio.

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I bei discorsi dei politici di sinistra e di centrosinistra sono pieni di retorica e poveri di contenuti. Al di là della qualità maggiore o minore dei contenuti. Di certo la sostanza dei discorsi dei pentastellati o dei leghisti non piace né convince (per chi è progressista). Ma i politici di quelle fazioni non si avvitano in discorsi incomprensibili e metafore imperscrutabili. Li si capisce molto bene. E trasmettono l’impressione di saper fare il bene della gente.

Perciò pare improprio il paragone con lo spezzone (meraviglioso) di Gioventù bruciata. Ciò che la sinistra extraparlamentare dell’epoca non comprendeva era proprio l’automatica equazione tra comunismo e bere-mangiare che bisognava costruire (e che il PCI e il PSI avevano provato a costruire negli anni, creando la loro fortuna elettorale). Non è comunismo o socialismo a essere una parolaccia: è il resto del discorso a essere impalpabile.

In sintesi: il problema non è lo slogan. Il problema è tutto ciò che c’è attorno. Salvini fa votare la Lega anche al Sud (benché non ne abbia cambiato il programma: vedi l’autonomia differenziata) basandosi su una tassa dal nome inglese in un Paese che a malapena comprende l’italiano. Ci riesce perché, dietro quelle maschere, dà l’impressione di difendere gli interessi dei suoi elettori. Gli operai, in gran parte nel cuore ancora comunisti, votano lui anziché la sinistra. Perché credono (a dispetto dei programmi) che la sinistra faccia gli interessi delle classi alte. Il tema della comunicazione è un tema importante, che Open fa bene a porre. Ma va sviscerato su tutta la comunicazione e non soltanto sulle trascurabili parole chiave.

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

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