ATTO D’AMORE. QUELLA SIRENA CHE DIEDE I NATALI A UNA DELLE CITTÀ PIÙ BELLE CHE IL MONDO ABBIA MAI AVUTO LA FORTUNA DI VEDERE EDIFICATE

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

POCO DI MENO DI UNA REGINA E POCO DI PIÙ DI UNA DEA.

Sembra d’ascoltarla quella sirena che diede i natali a una delle città più belle che il mondo abbia mai avuto la fortuna di vedere edificate. Si ascolta Napoli in queste parole che vanno cantate alla stregua di un sacro rito. Una confessione, anzi la Confessione in piena regola dinanzi all’assoluto di un prete, il mediatore tra noi (uomini) e Dio che, lungi dal sentirsi in virtù di questo ruolo, qualcosa a mezzo di un superuomo, si riscopre più uomo degli uomini, anzi, tanto per rimanere nelle parole del filosofo: “umano, troppo umano”.

Non a caso la canzone si apre con una citazione proprio di Nietzsche in questo video che rappresenta quel qualcosa che rende un capolavoro, diverso da una qualsiasi opera d’arte.

“SI DEVE ESSERE DEI CAPOLAVORI”

avrebbe detto il più nicciano dei nostri attori: Carmelo Bene. E che altro è un attore se non una maschera, anzi, la Maschera. C’è tutto un mondo intorno, avrebbero cantato certamente i Matia Bazar. Ecco qui questo mondo che si chiama cultura meridionale, è sublimato con la religiosità napoletana. Quell’atto di fede e d’amore che questa città, questo popolo e questa terra sempre ti chiede in nome della sua sublime bellezza incantata e incatenata a quella montagna che sputa fuoco e poi, giù, il mare. Tra acqua e fuoco, tra vita e morte, tra paradiso e dannazione, sia sempre lode a te: Partenope.

[immagine tratta da insolitaguida.it]

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

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