La Paresi Facciale, una condizione difficile

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

Le cause di una Paresi facciale:

La paresi facciale, può avere svariate cause, che vanno tutte prese in considerazione durante la fase di diagnosi:

  1. Freddo:talvolta uno sbalzo termico,una ventata di aria fredda può innescare la paresi
  2. Infiammazione:infezioni virali (zona), in seguito ad irradiazione di un neurinoma dell’acustico
  3. Infettiva:otite cronica
  4. Traumatica:frattura della rocca petrosa (zona da cui esce il nervo verso l’esterno)neurinoma
  5. Affezioni generali:diabete, sarcoidosi, aids,Tubercolosi…

Vengono quindi coinvolte molte specialità mediche e si sottopone il paziente ad una serie di test per individuare quale è la causa e la specialità appropriata (test di Essien, Blink reflex,test di Higer, etc etc)

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Possiamo suddividere i pazienti in base a diversi momenti della patologia:

  • Paralisi flaccide
  • paralisi pseudo flaccide
  • paralisi in corso di recupero
  • paralisi con anomalie del recupero,ipertono e sincinesie

Purtroppo va fatto notare che se una paralisi facciale non recupera nei 25 giorni successivi alla lesione, molto probabilmente ci saranno delle anomalie nel recupero. Va però evidenziato che il nervo facciale è uno dei pochi nervi che recupera nel tempo (addirittura si hanno casi in cui il recupero ha richiesto anche 4 anni)

Come si cura la Paresi facciale?

Individuata la Causa, tra le sopraelencate, va creato un piano di riabilitazione appropriato. Se la causa è infiammatoria, si prescrive un ciclo medio lungo di cortisone per combattere l’infiammazione. Se la causa è virale, si deve combattere l’infezione, eventualmente con antivirali, o aspettare che il sistema immunitario riesca a fare il suo decorso . Nei casi di lesioni traumatiche, vanno apportate le modifiche necessarie per ridurre l’impatto e il trauma al nervo.

Riabilitazione di una Paresi Facciale:

Il numero delle sedute viene stabilito in funzione del recupero e della stadiazione del problema. Generalmente comunque, la frequenza è quotidiana per il primo mese, e successivamente fino a 3 mesi, può essere trisettimanale sino ad ottenere un equilibrio della faccia.Il recupero viene percepito diversamente dal paziente rispetto agli altri che lo osservano, in quanto, spesso si percepisce una lentezza di conduzione dell’impulso tra la richiesta e il reale reclutamento del muscolo.

Durante la prima Seduta si è soliti fare una cartella clinica o comunque una valutazione del paziente, ponendo attenzione alla stadiazione, ed eventualmente corredando l’intervento valutativo con foto o video, per mettere a comparazione delle successive valutazioni ad un mese di distanza circa.

Si consiglia al paziente di effettuare esercizi per aiutare sopratutto l’occhio a riprendersi più velocemente, oltre a consigliare l’uso di occhiali da sole 100/100 uva che avvolgono l’occhio lateralmente per tentare di scongiurare il rischio di una cheratite, oltre a preservarlo da polvere, vento e luminosità.

Durante la seduta può essere di aiuto una esposizione a calore da infrarosso, per vascolarizzare la zona, e aiutare quindi gli scambi cellulari e facilitare l’arrivo dell’impulso nervoso. Nella fase in cui si possono avere ipertonie o sincinesie, può aiutare nella preparazione rilasciando la muscolatura e preparando allo stiramento dei muscoli.

Può essere di aiuto il massaggio, per tonificare la muscolatura, oltre a ridurre l’eventuale edema, sopratutto nelle paresi facciale traumatiche. Il terapista può effettuare una valutazione anche del cavo orale, per tentare di individuare eventuali trigger point, che inibiscono la contrazione muscolare.

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

splendorimonica@gmail.com

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