Le cause di una Paresi facciale

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

Riabilitazione di una Paresi Facciale:

Molto efficace il laser ad alta potenza, che se usato corretamente proprio nell’area colpita riesce a ridurre l’infiammazione e accellerare il recupero.

In generale la rieducazione consiste nel far recuperare i muscoli orbicolari delle palpebre e delle labbra, oltre a quelli della mimica, proponendo esercizi che possono sembrare semplici o banali, ma che vanno selettivamente  a sollecitare le sincinesie, e il reclutamento contemporaneo o selettivo di tutti i muscoli facciali.

Può essere di aiuto, l’ausilio di Biofeedback, ma non risulta di per se indispensabile.

Esistono infine pareri discordanti circa l’utilizzo della Tossina botulinica: Può essere utilizzata solo su ino o due muscoli per metterli in “ibernazione”, il che consente al paziente, per tutto il tempo per il quale sono inefficaci, di recuperare i loro antagonisti. Tale trattamento con la tossina botulinica va usato con criterio per non vedere comparire ulteriori paralisi.

Va ricordato che il recupero Può essere molto lungo, e purtroppo i tempi non sono preventivabili, in anticipo e variano da caso a caso.

Seppur non frequentissima come incidenza di patologia mi sento di consigliare professionisti esperti, e con alle spalle diversi casi di guarigione di questa patologia, in quanto il recupero dipende molto dal terapista che effettua la seduta.

Nel corso dell’iter riabilitativo possiamo avvalerci di vari strumenti:

  • Massaggio: può essere di aiuto per tonificare la muscolatura, oltre a ridurre l’eventuale edema, sopratutto nelle paresi facciale traumatiche. Il terapista può effettuare una valutazione anche del cavo orale, per tentare di individuare eventuali trigger point, che inibiscono la contrazione muscolare.
    • Laser (terapia fisica antinfiammatoria): molto efficace il laser ad alta potenza, che se usato correttamente proprio nell’area colpita riesce a ridurre l’infiammazione e accelerare il recupero tissutale stimolando l’afflusso di sangue nella parte lesa.
    • Esercizi di stretching: nella fase in cui si possono avere ipertonie o sincinesie, può aiutare nella preparazione rilasciando la muscolatura e preparando allo stiramento dei muscoli.
    • Esercizi terapeutici (attivi-passivi/assistiti): in generale la rieducazione consiste nel fa
    recuperare i muscoli orbicolari delle palpebre e delle labbra, oltre a quelli della mimica, proponendo esercizi che possono sembrare semplici o banali, ma che vanno selettivamente a sollecitare le sincinesie, e il reclutamento contemporaneo o selettivo di tutti i muscoli facciali.
    • Biofeedback elettromiografico: l’impiego di questo strumento può essere di grande aiuto al fine di un recupero più mirato e selettivo di questi piccoli gruppi muscolari altamente affaticabili. Sotto la supervisione del terapista, che posiziona gli elettrodi nei siti opportuni, il paziente è invitato ad effettuare movimenti facciali contraendo i muscoli alla massima intensità possibile. Il biofeedback registra l’entità della contrazione selettiva dei muscoli presi in causa e aiuta il paziente a coscientizzarne il reclutamento, favorendone così il rinforzo mirato.

Oltre a ciò che il paziente può fare durante le sedute con il terapista, altrettanto importante risulta essere il lavoro che può essere svolto in autonomia, e con costanza, a casa. In primo luogo, è importante consigliare al paziente di adottare accorgimenti nella vita quotidiana per preservare l’occhio nelle migliori condizioni possibili: l’uso di occhiali da sole 100/100 uva, che avvolgano l’occhio anche lateralmente, per tentare di scongiurare il rischio di una cheratite, oltre a preservarlo da polvere, vento e luminosità, cosi come l’applicazione di gocce che aiutino a lubrificare l’occhio al fine di mantenerlo idratato e prevenirne l’irritazione.

Risulta inoltre di fondamentale importanza insegnare al paziente come effettuare autonomamente (preferibilmente
davanti ad uno specchio) esercizi quotidiani per aiutare sia l’occhio che la bocca a riprendersi più velocemente.

Va comunque sempre ricordato che il recupero può essere molto lungo, e purtroppo i tempi non sono preventivabili in anticipo e variano da caso a caso.

Link utili:

https://ondalucana.com/2019/04/11/le-cause-di-una-paresi-facciale-parte-seconda/

https://ondalucana.com/2019/04/09/la-paresi-facciale-una-condizione-difficile-prima-parte/

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

splendorimonica@gmail.com

 

 

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