Morbo di Parkinson e terapia riabilitativa

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

Il morbo di Parkinson è una patologia degenerativa del sistema nervoso centrale. Si stima che i malati siano circa 250.000, con costi enormi sia in termini economici che affettivi; il morbo appartiene al gruppo di condizioni patologiche che provocano disturbi di movimento e i quattro principali sintomi sono :

1 Tremito, o tremore nelle mani, nelle braccia, nelle gambe, etcc.

2 rigidità degli arti e del tronco.

3 bradicinesia, ossia lentezza del movimento.

4 Instabilità di posizione o equilibrio indebolito.

Questi sintomi iniziano gradualmente e peggiorano nel tempo, fino a causare difficoltà nel camminare, parlare o anche completare semplici azioni. Le fasi sono quattro, le prime due con la terapia si riescono ad arginare, le ultime due molto meno. Infatti alla terza fase insorge una depressione reattiva.

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Esso è una patologia:

1 Cronica, cioè che evolve con la persona e la sua vita, non guarisce.

2 Progressiva, ossia si aggrava con il tempo.

Il Parkinson si divide in Parkinson idiopatico e parkinsonismi.

Il Parkinson idiopatico è il più frequente ed il più benevolo, ossia pur non avendo una causa precisa, è reattivo ai farmaci, levodopa e dopamina agonisti.

Nel Parkinson idiopatico la familiarità incide molto anche se non sempre, in questi ultimi anni, colpisce sempre più persone giovani, se infatti qualche tempo fa veniva definita la malattia dell’anziano, ora sappiamo che c’è una buona percentuale anche di giovani sotto i cinquant’anni ed un 2% anche sotto i trenta.

Tutti questi nuovi casi nel giovane, si presume siano a causa di inalazione od esposizione a pesticidi, se insorge prima dei quarant’anni la persona malata non avrà un decorso di vita come la persona sana, mentre se viene diagnosticato a 60 anni è maggiore la possibilità di vita come un normale.  Il morbo colpisce più gli uomini che le donne.

Maggiormente  nei paesi evoluti e in alcuni  tipi di professioni, può comparire in seguito a traumi alla testa es: ex pugili, esposizione a sostanze tossiche, o dermatologiche. Sebbene esistano molte teorie sulla possibilità di ammalarsi di Parkinson, non vi è certezza, tanto meno nella diagnosi differenziale tra il Parkinson ed i parkinsonismi.

In particolare i due seppur rari casi di Parkinsonismi sono:

  • Psp (paralisi sovranucleare progressiva) essa si differenzia dal Parkinson perché è meno responsiva al levo dopa, anche se la terapia serve, la Psp frequente l’ 1 per cento, porta alla morte in sei massimo dieci anni per infezioni o insufficienza respiratoria. La terapia farmacologia è di poca utilità, ma in alcuni casi viene somministrata comunque.

Utile in questo Parkinson è la fisioterapia, per mantenere il più possibile la persona tonica ed evitare le cadute, che in questo caso si presentano repentinamente .

  • Ams L’atrofia multisistemica è il secondo parkinsonismo sempre raro, ma incurabile, può iniziare con i sintomi simil parkinsoniani o con i sintomi vaso vagali come ipotensione, perdita dell’equilibrio, incontinenza urinaria.

La patologia porta all’inabilità ed alla morte tra i tre e nove anni.

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La diagnosi differenziale è di solito  sintomatologica, nel momento in cui il neurologo evidenzia i sintomi tipici, insonnia, dolore, stipsi e rigidità, può fare diagnosi e richiedere una risonanza per escludere la causa del Parkinson dovuta ad emorragie o tumori.

Escluso ciò si può fare una spect, esame molto costoso, che serve a fare diagnosi certa.

La sicurezza di quale tipo di Malattia di Parkinson ci troviamo di fronte nessuno ce l’ha. Il tempo e l’efficacia della cura ci fa capire se si è in Parkinson idiopatico o secondario.

Il dolore è un sintomo frequente in questi ammalati, e si può curare a seconda del motivo di insorgenza con la levo dopa, dosata meglio o con gli antidolorifici.

Molto utile la fisioterapia in tutti i casi.

Il movimento continuo evita che la persona si immobilizzi e cada più facilmente, il dolore a causa della rigidità a volte non permette alla persona di muoversi. Quindi importante curarlo e ridurlo.

Oltre ai farmaci utile il massaggio, l’agopuntura, il training autogeno, il tai chi’ sempre per il dolore.

Per il mantenimento invece dell’autonomia è importante il movimento, il camminare, gli esercizi in acqua, la palestra Parkinson.

Gli esercizi nel malato di Parkinson sono di coordinazione da sdraiato, seduto ed in piedi . Ad esempio alzare il braccio destro e la gamba sinistra contemporaneamente ed alternativamente all’altro lato.

Gli esercizi invece di equilibrio sono fatti con occhi chiusi o aperti, mentre muove le braccia lo si tocca o spinge leggermente.

Ultimi gli esercizi di Stretching che servono per allungare i muscoli rigidi.

Es allungare le braccia fino ad arrivare a terra, o dove si arriva.

Altre figure importanti sono lo psicologo, il logopedista e per primo il neurologo.

La malattia di Parkinson è la malattia della famiglia quindi importante sostenerla.

Nuovi studi sono stati fatti, ma l’unica terapia efficace almeno i primi anni è la dopamina coadiuvata dall’attività motoria.

La danza è un altro modo per permettere alla persona con questa malattia di tonificare i muscoli e coordinare il movimento ed allo stesso tempo socializzare.

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

splendorimonica@gmail.com

 

 

 

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