“Occhi,specchio dell’anima”di Costantino Bellusci.

Uno degli autori più significativi nel panorama del Sud Italia, Costantino Bellusci, nella sua nuova opera:”Occhi,specchio dell’anima”.

Con la sua semplicità, passione ed educazione, esprime la sua grande sensibilità verso un viaggio introspettivo nel mondo dell’animo umano, attraverso il percorso della spiritualità divina.

Commento di: Onda Lucana 

Prefazione del saggio di Costantino Bellusci “Occhi,specchio dell’anima-dall’uomo a Dio con lo sguardo fiducioso”

Ho sempre sentito dire che gli occhi esercitano una certa influenza sulle persone e che riescono a far cogliere la personalità in chi li fissa, ma finora non avevo mai approfondito l’aspetto  più recondito della capacità di questi organi del nostro corpo. Leggendo, poi, il libro Gli occhi della fede del gesuita francese, Pierre Rousselot[1], per approfondire alcuni miei studi di scienze religiose, ho avuto conferma del loro potere, del loro fascino e ho potuto comprendere tanti interessanti elementi su di essi, finora ignorati, che voglio qui divulgare.

Dalla lettura del succitato testo sono rimasto affascinato e sono stato ispirato a scrivere una modesta riflessione, sugli Occhi, specchio dell’anima, per riuscire a far capire che la fede contribuisce a trasmettere e a far trasparire, attraverso di essi, i nostri stati d’animo, oltre a potenziare la nostra intelligenza visiva, a renderci intellegibili la vita, al di là della stessa vista e della nostra ragione, fino a stabilire un contatto con Dio e, addirittura, fino a farci comprendere, seppure idealmente, o meglio spiritualmente, la sua presenza e, per chi crede, la sua esistenza con il dono della grazia divina.

Possiamo, allora, anche tramite essi, che a modo loro sanno e possono comunicare, con facoltà noetiche, che gli provengono dalla sede dell’anima – ovvero, dal cervello –  rivolgerci con fiducia a Dio per ogni nostro bisogno perché Egli, ovunque sia, recepisce, si manifesta, ci guarda con i suoi occhi benevoli e puri, anche se siamo peccatori, ci esaudisce  e, come ha stabilito l’alleanza con Mosè e con Israele, attraverso il Decalogo (Es. 19, 20), vuole continuare a stabilire, con tutta l’umanità, un continuo e solido legame paterno perché, continuamente, “i suoi occhi sono aperti sul mondo, le sue pupille scrutano ogni uomo. Il Signore scruta giusti ed empi, egli odia chi ama la violenza” (Sal 11, 4-5).

Alzando lo sguardo verso il cielo, o verso il monte, come ci dice Sant’Agostino Aurelio, evocando il Salmo 120,1, comprendiamo, dunque, da chi ci viene il nostro aiuto: Ho innalzato i miei occhi ai monti dai quali mi verrà l’aiuto, e subito aggiungete: Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra (Sal 120, 2).

Sant’Agostino continua a dirci nel suo Commento al Vangelo di Giovanni: “E allora, fratelli miei, se volete capire, elevate gli occhi a questo monte; cioè, elevatevi verso l’evangelista, elevatevi alla sua comprensione. Ma poiché questi monti ricevono la pace, né può esserci pace in chi ripone la speranza in un uomo, non vogliate innalzare gli occhi al monte, quasi pensando di dover collocare la vostra speranza in un uomo. Innalziamo quindi gli occhi ai monti, donde ci verrà l’aiuto.

E tuttavia non è nei monti che dobbiamo riporre la nostra speranza; poiché i monti ricevono, a loro volta, ciò che a noi trasmettono. Riponiamo, quindi, la nostra speranza nella fonte da cui anche i monti ricevono e quando eleviamo i nostri occhi alle Scritture, siccome ci furono date per mezzo di uomini, noi eleviamo i nostri occhi ai monti donde ci verrà l’aiuto”[2], e l’aiuto di cui parla Sant’Agostino è Dio e viene da Lui…

[1] Rousselot Pierre, Gli occhi della fede, Jaca Book, prima edizione italiana, Milano, marzo 1977.

[2] Agostino Aurelio, Commento al Vangelo di Giovanni, Omelia I, 6.

Si ringrazia l’autore per la concessione della prefazione e della copertina, commento iniziale di Onda Lucana.

Tratto da:Onda Lucana® by Kosta Costa Bell

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