ALE’ LE BLEU-FF

(Ripropongo questo testo dell’anno 2018,  del mio caro amico Ivan, molte delle parti dello scritto sono ancora attuali, per cui vale la pena rileggerlo visto che nel contesto geopolitico i nomi sono cambiati dei vari personaggi, ma i problemi restano sempre uguali).

Antonio Morena

Tratto da:Onda Lucana® by Ivan Larotonda

Che l’unione europea sia un ircocervo è cosa risaputa, che sia una comunità economica al servizio della Germania, (unico Stato a migliorare le esportazioni perché effettuate con una moneta per lei svalutata), anche, ma di sicuro è decisamente meno conosciuto, perché più criptico, è il ruolo che in questa parodia della felicità che è l’Unione Europea vi svolge la Francia. Questa antica comunità nazionale ha avuto, nel corso dei secoli, in un modo o nell’altro, il pregio di trovarsi in una posizione speciale, a sé stante, libera da qualsiasi vincolo, regola, patto, ai quali erano invece tenuti al rigoroso rispetto tutte le altre genti del vecchio continente. I francesi furono i primi ad abbandonare l’impero medievale europeo, quello romano-germanico, adducendo il pretesto dell’ingerenza vescovile all’interno del regno capetingio di Francia, allora in formazione.

Filippo il bello distrusse l’altra Europa, quella ancora una volta di matrice politico-cattolica rappresentata dall’Ordine del Tempio, perché avida di controllare la circolazione della moneta nel continente, gestita in quegli anni dai cavalieri di Jean De Molay, diventati eccellenti finanziatori e soprattutto decisamente più onesti, cosa più unica che rara quando si ha a che fare col denaro. Terminato il saccheggio delle proprietà ecclesiastiche, e ricordiamo che proprio con Filippo il bello inizia la deportazione dei papi ad Avignone, tutto fuorchè zelo religioso, (con questo ottenendo la distruzione dell’unità europea dell’età di mezzo), per il regno francese si prospettò la possibilità di nuovi saccheggi. La cornucopia questa volta era rappresentata dall’Italia, da qui le spedizioni dell’età moderna, quando sul cielo della nostra rinascenza le nubi del medioevo tornarono a calare, come ebbe a dire il Barbagallo, ed infatti fu proprio l’egoismo e la tracotanza francese a far intervenire nuovamente il Sacro Romano Impero, questa volta asburgico ma con l’impronta spagnola. Sempre in estrema sintesi, ancora la Francia, ora rinnegatrice dell’intero suo passato cristiano, fondante della sua identità, (non lo dimenticassero), divenne giacobina, atea ed assassina regicida.

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Louis Antoine de Saint Just, capo dei montagnardi e feroce rivoluzionario, esclamava che il mondo era vuoto dopo i romani, ispirandosi ad essi e cercando di fare dei francesi, restaurando l’antico civismo, i romani dell’età moderna, ma riuscendo ad instaurare della gloriosa repubblica antica romana solo una tragica caricatura. Dopo aver letteralmente inondato la Francia da fiumi di sangue di “nuovi cittadini” ghigliottinati di fresco, il direttorio cosa trovò di meglio da fare? Ovvio, rinnovare i saccheggi e le stragi per tutta Europa, e questa volta con l’aggiunta dell’ipocrisia salita al trono; l’Impero Francese, scimmiottatura di quello antico-pagano e medievale, entrambi comunque romani. Parve chiaro a quel punto che per i franzosi, come li chiamavano i miei padri, andava tutto bene solo se a guidare il consesso internazionale europeo erano loro, le universalità costruite dagli altri non sono realmente ecumeniche: traduco, non fanno guadagnare la Francia e per questo non sono buone.

L’impero effimero giacobino-napoleonico seminò milioni di morti ma ottenne per le casse francesi un enorme bottino, come dimostrano ancora oggi le innumerevoli opere d’arte italiana sequestrate e detenute illecitamente nel Louvre. Il dato più incisivo che viene fuori osservando il passato dei francesi è che a differenza dei loro parenti d’oltre Reno, (rozzi, spacconi e sfacciati nelle loro malefatte, basta guardare la folle intransigenza luterana e la sua deriva gnostico-idealista, tradotta in politica dal nazismo), sono sempre stati abili a celare il proprio operato. E paradossalmente proprio grazie al manicomio Europa Unita non è stato più possibile nascondere le reali intenzioni dei despoti pseudo-carolingi del continente. Macron viene eletto e si presenta al mondo ai piedi della piramide massonica del Louvre, con tanto di inno alla gioia europeo, perché Macron è europeista convinto, sia chiaro! Così europeo da dimenticare di avere confini con l’Italia, dove puntualmente vengono a scorrazzare i suoi gendarmi, riportando indietro gli africani che la stessa Francia ha inviato a centinaia di migliaia nell’ex belpaese, e questo perché, sempre in puro spirito europeo, la Libia fu devastata dal ridanciano Sarkozy, geloso dei contratti petroliferi che Gheddafi aveva concluso a vantaggio dell’Italia.

Ora vien fuori che lo stesso dittatore libico era l’artefice di un progetto ambizioso e nobilissimo: la liberazione degli stati africani dal franco coloniale. Una moneta stampata a Parigi e che gli africani sono costretti ad usare cedendo alla loro padrona il 65% delle proprie riserve in moneta pregiata ossia proveniente dai paesi economicamente forti. Oppure, se non ne hanno, cedendo il 65% della loro produzione, e poi hanno la faccia tosta di farci vedere in televisione i bambini che muoiono di fame! Gli africani hanno compreso da tempo chi li sfrutta, noi non ci siamo ancora arrivati! E li franzosi ci vincono pure i mondiali di calcio, con quei giovani africani che avrebbero dato lustro e gloria alla loro vera terra. E invece, l’impero del bluff ha avuto il modo di depotenziare, fino a renderla ridicola, la manifestazione sportiva più spirituale; e sì perché il mondiale di calcio era un torneo che chiamava alla sfida i figli della terra, coloro che come i mirmidoni nascevano dal suolo Patrio, crescevano e si nutrivano dei frutti maturati grazie al lavoro dei loro genitori. Poi arrivarono i dissacratori per eccellenza, li franzosi, e si misero a fare calcio mercato tra le loro colonie.

Ed oggi Moscovici, il commissario europeo ma franzoso, dice che i suoi possono sforare il deficit di bilancio anche al 5, 7, o magari 27%, mentre impone ai “cugini” poveri italiani, impoveriti da loro, da secoli delle loro soverchierie, di non andare oltre l’1,0… e chissà cos’altro. Per i cantieri di Saint Nazaire si è saputo come finì? Di certo gli italiani, che avevano vinto l’appalto perché più efficienti, sono stati cacciati dall’europeista Macron, perché si sa, la Republique sa come si bluffa, d’altronde è un termine che hanno inventato loro; sono riusciti nel capolavoro di sedersi al tavolo delle potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale pur essendo stati travolti dai tedeschi e in un solo mese di combattimenti! Tutto come il famoso motto rivoluzionario “libertè, egalitè, fraternitè”; le tre parodie della realtà più riuscite.

Tratto da:Onda Lucana® by Ivan Larotonda

Si ringrazia l’autore per la cortese concessione.

Immagine di copertina  tratta da Web.