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BANZI E DINTORNI (Seconda parte)

Tratto da:Onda Lucana® by Gerardo Renna

Testimonianza di uno dei loro templi
sono i nove cippi dell’Auguraculum (o Templum in terris,
nel terreno conficcati ed alla loro sommità recanti i nomi di alcuni loro dei,
come Jovi (Juppiter) e Flus (Dea etrusca delle profondità e dell’oscurità).
Il sacredote (àugure)
con il volto verso mezzogiorno, in mezzo si disponeva
e, interpretando il volo degli uccelli,
a seconda della loro direzione, gli auspìci traeva.
Con l’arrivo (317 a.C.) nella zona dei Conquistatori (5),
Bantia, già così importante, ancor più divenne famosa,
allorché, come caposaldo) fu dagli stessi innalzata a Municipium.
Testimonianza di questo Municipio romano
è la Tabula Bantina, di bronzo ed opistografa,
due leggi su entrambe le facciate riportante:
la legge Sempronia, di Tiberio Sempronio Gracco, da una parte
e l’altra che comprendeva alcune norme
riguardante la carriera dei magistrati di Bantia e il comportamento dei Bantini.
Nel Municipio di Bantia funzionavano alcune magistratura romane, quali:
un piccolo Senato,il Pretore il Questore ed il Censore,
che i cittadini bantini censiva in base ai loro averi
ed in base al censo essi avevano diritti e doveri.

Un episodio della II guerra punica, nel 2008 a.C., avvenne nel vastissimo territorio di Bantia:
la morte di entrambi i consoli, condottieri dei due eserciti romani,
che fra le città di Bantia e Venusia (accampati a meno di tre miglia l’uno dall’altro)
fronteggiavano quello cartaginese.

Tratto da:Onda Lucana® by Gerardo Renna

Si ringrazia l’autore per la cortese concessione.

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