Una corretta alimentazione: mangiare meno, mangiare meglio

In questa epoca moderna fatta di SPREAD,PIL, e tanti numeri da considerare per la nostra economia, non prestiamo attenzione all’alimentazione, per cui si rischia di mangiare in modo disordinato. Correggerci non è solo un’esigenza per migliorarci esteticamente, ma diventa necessario per proteggerci la nostra salute. Incanalarci in degli eccessi, per poi restare imbrigliati in un percorso che ci porta verso patologie come potrebbe essere: il diabete mellito di tipo 2 e l’obesità, diventa complesso uscirne. La stessa obesità è una patologia riconosciuta come fattore di rischio per malattie cardiovascolari, diabete, alcuni tumori, malattie della colecisti , ipertensione, ipercolesterolemia, problemi respiratori e articolari, per cui prima di avventurarci in una alimentazione tortuosa, conviene riflettere, fermarci un’istante per cercare di risolvere il nostro smanioso appetito.

Per equilibrare le quantità di cibo corrette risulta difficile, ma possiamo avvicinarci, unica fonte di energia che permette al nostro corpo di vivere e svolgere tutte le funzioni biologiche necessarie, è nutrirsi. L’energia introdotta misurata in kilo-calorie serve per bilanciare l’energia basale (cioè la quota di energia che consumiamo stando a riposo) combinata con l’energia necessaria per svolgere le nostre attività quotidiane e l’attività fisica sportiva. Dalla somma delle due (energia consumata a riposo + quella consumata con il movimento) si stabilisce quante calorie dobbiamo introdurre in media al giorno.

Questa quota o dato è ovviamente molto variabile da individuo a individuo e dipende da una somma di pluri-fattori interni ed esterni al nostro corpo compresa l’età anagrafica. Esistono in particolare alcune persone che hanno la fortuna di consumare poca energia per vivere. In genere questa caratteristica viene ereditata dai genitori (fattore ereditario genetico).

Siamo stimolati ogni giorno al consumo di nuovi prodotti, il cibo è talvolta utilizzato come mezzo per scaricare; le ansie della vita quotidiana, per facilitare i rapporti sociali, per piacere del palato, etc. Il parametro per valutare se la qualità non la (quantità calorica) dell’ alimentazione è corretta, e ovviamente il peso: mangiando la quantità di cibo di cui abbiamo necessità non ingrassiamo, a differenza di alcune patologie ormonali in grado di giustificare un soprappeso, (l’imputato spesso chiamato in causa è un deficit della funzione tiroidea), in realtà responsabili di un numero esiguo di casi di soprappeso e obesità. Se ingrassiamo vuol dire che mangiamo troppo rispetto a quello che consumiamo, per cui non ci sono giustificazioni.

Certo, dimagrire è difficile! Ma non impossibile. All’inizio di una dieta infatti è più facile perdere peso, ma poi nel tempo sembra che la dieta non faccia più effetto. Questo avviene in parte per l’iniziale perdita di liquidi, ma anche perché se riduciamo la quota di cibi introdotta, il nostro corpo si adatta alla dieta e riduce il consumo di energia basale, in condizioni di riposo. In questi casi va potenziata l’attività fisica e rivista la dieta.

Mangiare meglio significa imporsi una disciplina e quindi attenersi a delle regole, per nutrirsi bene bisogna tenere conto di alcuni suggerimenti: suddividere in modo proporzionato le calorie provenienti dai grassi, dai carboidrati e dalle proteine assunte con la dieta: il 55-60% deve provenire da glucidi (preferiti cereali integrali, legumi, frutta, verdura), il 10-15 % dalle proteine sia di origine vegetale che animale (meglio carni magre e pesce), il 20-30% da grassi (con meno de 10% di grassi saturi).

Ridurre gli zuccheri semplici ed evitare i prodotti che contengono grassi idrogenati, limitare l’assunzione di grassi saturi (grassi animali). Ormai tutti hanno una profonda conoscenza per il colesterolo-alto, il quale può scatenare patologie come l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari. Minore informazione invece ci risultano sugli effetti negativi degli acidi grassi saturi; presenti nei grassi animali, e sui grassi acidi trans, entrambi associati a patologie cardiovascolari.

Mangiare lentamente e masticare a lungo in modo da permettere agli enzimi presenti nella saliva di svolgere correttamente la propria funzione. Distribuire i pasti: è necessario, vitale, per un corretto mantenimento psico/fisico di almeno tre pasti principali, possibilmente senza saltarli o dimenticarci di non completare il ciclo sequenziale.

Conoscere ciò che mangiamo in modo da essere informati sul prodotto/i che consumiamo. Bene, dopo questo lungo consiglio, ho pensato di ritornare al mio lavoro abituale, quello dello chef, nella versione soft/Bio, regalandoci una mia ricetta con prodotti tratti dal mio orticello privato, portando sulle nostre tavole una semplice ed efficace “Zuppa di fagioli”, la quale sicuramente sulla base di quello che ho menzionato ci aiuterà nella giusta alimentazione, e nella giusta carica di energia da immagazzinare per le attività che andremo a svolgere durante l’arco delle nostre giornate.

Zuppa di fagioli

Tratto da:Onda Lucana®byNicola Gallo

Ingredienti per una persona:

  1. 200 gr. di fagioli;
  2. 3 pomodorini;
  3. 400 gr. di acqua;
  4. 1 piccola cipolla;
  5. 2 foglie di alloro;
  6. 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva;
  7. un pizzico di sale iodato.
Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana®by Nicola Gallo 2020
Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana®by Nicola Gallo 2020

Preparazione:

In una pentola di coccio, scaldate l’olio, inserite: la cipolla, i pomodorini tagliati a metà per circa un minuto, aggiungete i fagioli e le foglie di alloro; fate cuocere a fuoco alto per un minuto girando di continuo, aggiungete l’acqua fine a coprire i fagioli.

Abbassate la fiamma, coprite con un coperchio e lasciate cuocere per 30 minuti circa, successivamente servite.

N.B.

Per tutti coloro i quali non dispongono di un orto privato oppure non riescono nella reperibilità di prodotti Bio, servitevi dei classici prodotti venduti nei centri preposti.

Ricetta che si preserva di essere preparata utilizzando fagioli in scatola da 30 minuti, invece, in alternativa adoperando fagioli secchi la cottura cambia durando più del previsto circa un’ora, ovviamente, poneteli in ammollo per 12 ore, procedimento ante cottura.

Buona Preparazione!

Tratto da:Onda Lucana®byNicola Gallo

Si ringrazia l’autore, il quale da Chef professionista concede ad Onda Lucana la sua esperienza lavorativa. Immagine/i di copertina/interna prodotta/e e fornita/e dall’autore.

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