NATU TEMB – La società del focolare (Quarta parte)

Tratto da:Onda Lucana®by Angelo Viccari

Il comparizio, sino a qualche decennio fa era molto sentito; tra compari ci si scambiava visite e favori. Nel periodo natalizio ed in quello pasquale, se un compare era in lutto, la visita era d’obbligo in quanto, per tradizione, chi era stato colpito da un lutto non poteva preprarsi dolci o fritture.

Ritornando al Carnevale, occorre dire che , con strumenti musicali, (alcune volte realizzati artigianalmente come fischietto e cup-cup) oppure acquistati nelle grandi città( organetto e violoncello),si “portavano” serenate ad amici e parenti, soprattutto a chi abitava in campagna. Le canzoni popolari che si usavano intonare erano, soprattutto a sfondo amoroso e venivano interpretate all’aria del vento, cioè ad arietta. L’usanza voleva che gli autori della serenatanon tornassero a casaa mani vuote, ma ricolmi di regali ( salame, galline, polli, vino ed altri prodotti delle nostre masserie).

Altro importante momento per stare insieme era il giorno dell’uccisione del maiale. Si usava cucinare la carne in vari modi (u suffritt, con i cavoli o altre verdure, arrostita sulla brace insieme a pezzi di fegato) affinchè ogni parte venisse gustata.

Tale occasione rappresentava un’autentica piccola festa considerando anche l’importanza del maiale nell’economia domestica.

Tratto da:Onda Lucana®by Angelo Viccari

Si ringrazia l’autore per la cortese concessione del testo e della copertina.

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Racconto espresso con alcune parole tratte dai tanti dialetti dell’area metapontina in questo caso: vernacolo novasirese dalla cittadina di Nova Siri (Mt).