L’amore che cosa è?

Tratto da: Onda Lucana® by Sabrina Errigo 

Un disastro! Come spiegare ad una bambina ancora non segnata dalla sciagura della consapevolezza – che poi devo dire è anche un lusso riservato a pochi – un concetto che la mia mente considera alla stregua di un periodo ipotetico dell’irrealtà.

Beh…vediamo…messo immediatamente a tacere il mio noto disincanto, eliminata l’immagine delle farfalle nello stomaco provocate da ridicoli principi in calzamaglia (poi bianca! ma perché? Non snellisce neanche!!), l’unica possibilità mi pare quella di attingere alla mia esperienza e chiedere aiuto a chi sul tema ha prodotto materiale meritevole di grande attenzione.

“Sai amore mio” così inizio, con fare rassicurante, “l’amore è una questione complicata della quale possono esserci varie espressioni. Io ora ti racconterò un paio di storie che ci aiuteranno a capirle. La prima è la quella dello sfortunato amore tra Orfeo ed Euridice, cantata da Ovidio nelle Metamorfosi.

Orfeo era un giovane artista al quale il dio Apollo aveva donato una lira che le Muse gli avevano insegnato a suonare talmente bene da riuscire ad incantare ogni essere vivente animale o vegetale. Tutte le creature lo amavano, ma il suo giovane cuore batteva solo per Euridice che divenne presto sua sposa. La sua bellezza, tuttavia, aveva fatto innamorare Aristeo, uno dei figli di Apollo il quale le dedicava attenzioni talmente morbose che un giorno la costrinsero a fuggire.

Nella corsa la sventurata mise accidentalmente un piede su un serpente che la uccise con un morso fatale. Orfeo, distrutto dal dolore, scese nell’aldilà con la sua lira per riportare l’amata alla vita e vivere quell’amore che i capricciosi dei avevano stroncato prematuramente. Nel regno dei morti si ritrovò, non senza difficoltà, al cospetto di Ade e Persefone che convinse, con il suo dolce e struggente canto, a permettere ad Euridice – al momento vacua ombra – di ritornare nell’al di qua ma ad una condizione: Orfeo avrebbe dovuto precederla per tutto il percorso di risalita sulla terra senza mai voltarsi a guardarla. Giunto alla soglia degli inferi e credendo di essere già salvo, Orfeo non riuscì più a resistere al dubbio che dietro di lui vi fosse realmente il volto dell’amata e si girò a vedere – a questo punto – Euridice scomparire definitivamente nel regno dei morti. “Ed Ella” scrive Ovidio “morendo per la seconda volta non si lamentò; e di cosa infatti avrebbe dovuto lagnarsi se non di essere troppo amata?”.

“Ma Orfeo non aveva paura a scendere in quel posto buio e pieno di mostri’”

“Certo che aveva paura anzi ne aveva tantissima. Ma l’amore per la sua amata e il desiderio di riaverla con sé gliela fecero dimenticare. Ricordati che al mondo non esiste essere vivente che non abbia paura e chi ti dice il contrario mente spudoratamente. Ma l’amore ci salva dalle nostre paure e dai nostri limiti proprio nell’unione con l’altro perché fa di due individui una unità più forte. Il prezzo da pagare è l’abbandono del proprio egoismo e l’accettazione della paura del tempo che passa e che opacizza tutte le cose rendendole meno interessanti.

L’amore, è il linguaggio dell’assoluto; di un dio che gioca a tirarci fuori dalle nostre certezze, che inevitabilmente perdiamo nel sentimento dell’amore quello vero, per permetterci di vedere chi siamo veramente e quanto conta quello che proviamo. Quando l’amore accade, ed è all’improvviso, si presenta come un mistero e ci ricorda che la nostra felicità non dipende esclusivamente da noi perché per amare veramente, bisogna sporgersi nell’abisso di ciò che non si conosce.

“Quindi non vissero felici e contenti come i personaggi del cartone che abbiamo visto?”

“No purtroppo! A volte nonostante ci sia un grandissimo amore – evento veramente fortunato come vedere un unicorno devo dire – le circostanze e gli avvenimenti della vita non consentono alle persone di amarsi come e per il tempo che vorrebbero o per come sarebbe giusto che fosse.”

“E cosa succede allora? Non stanno più insieme come papà e mamma?”

“No. Accade di frequente che le persone si allontanino cercando di non pensarci più!! Alcune si comportano in modo inappropriato seguendo la loro superficiale e a volte scellerata natura altre, invece, preferiscono fare come gli animali feriti che, fieri, si ritirano in solitudine a leccarsi le ferite in attesa che il dolore si plachi”.

“questa storia è troppo triste, raccontamene un’altra?”

Beh proviamo con il mito di Narciso ed Eco e non interrompermi da impertinente quale sei, piuttosto apri bene le tue piccole orecchie e presta attenzione perché ascolterai la storia di un tipo di amore sbagliato che nella tua vita dovrai sempre cercare di evitare. Le persone che lo provano, infatti, si convincono di avere un sentimento che in realtà è espressione dell’amore che hanno per loro stessi. L’altro non ha alcuna importanza se non nella misura in cui, come uno specchio, riflette l’immagine che voglio di loro stessi. In questa situazione, piccola mia, l’amore non c’entra proprio nulla, anche se alcuni fanno confusione; si tratta di un atteggiamento che però ferisce e usura l’anima di chi ne è oggetto lasciandolo come vuota forma, quando l’euforia dell’altro è passata e il desiderio di autocompiacimento appagato.”

“Ma io non ho capito nulla”

“Hai ragione, non ho capito niente neanche io! Vabbè proviamo a vedere cosa dice la storia senza perderci sulla strada delle considerazioni. Quelle le farai un po’ più in là negli anni quando ricorderai questo racconto.

Nella mitologia greca, narra Ovidio, sempre quello di prima, che Zeus notando l’attitudine di Eco per il pettegolezzo, la spinse ad intrattenere sua moglie Era in modo da distrarla dai suoi amori furtivi. Era però si accorse dell’inganno e la punì togliendole l’uso della parola e condannandola a dover ripetere solo le ultime parole che le venivano rivolte o che udiva. La ninfa si innamorò perdutamente di Narciso, splendido ragazzo, condannato a rimanere eternamente giovinetto, ma non potendogli confessare il suo amore, riuscì solo ad innervosirlo ripetendo le ultime parole che lo stesso pronunciava facendogli pensare che fosse uno scherzo e che lo stesse prendendo in giro. Narciso, stanco della ragazza se ne andò lasciandola sola. La ninfa si mise a piangere fino a prosciugarsi e di lei non rimase che la voce che riecheggia ancora oggi per le montagne. Narciso non ne fu affatto addolorato e continuò la sua vita appartata. Fu allora che gli dei intervennero per punire tanta ingratitudine. Nemesi, per vendicarsi, portò Narciso davanti a delle sorgenti dove il superbo giovane vide per la prima volta riflessa nell’acqua limpida l’immagine del suo viso. Se ne innamorò perdutamente e per questa ragione tornava di continuo sulle rive del fiume ad ammirare quella fredda figura. Ma ogni volta che tendeva la mano nel tentativo di afferrarla, la superficie dell’acqua s’increspava, ondeggiava e l’immagine spariva. Una mattina, per vederla meglio, si sporse finché perse l’equilibrio cadendo nelle acque, che si rinchiusero per sempre sopra di lui. Il suo corpo fu trasformato in un fiore di colore giallo dall’intenso profumo, che prese il nome di Narciso.

“Hai sentito , questo tipo di amore è distruttivo mentre l’amore, quello vero, dovrebbe migliorare. La nostra crescita, infatti, Il movimento del nostro io, dipende sempre dal tipo di amore. Se la cosa amata è inferiore, scendiamo e allora l’amore diventa dipendenza ; se, al contrario, la cosa amata è superiore allora saliamo e l’amore diventa libertà.

“Uffa queste storie finiscono tutte male. Ma tu quindi credi o no nell’amore?”

“Certo Amore mio che ci credo. Ci credo come chi crede nell’esistenza degli elfi, delle fate e dei folletti. Ci credo come chi trova conforto dalla speranza di qualcosa che esiste e che prima o poi vedrà corrisposto ma che al momento non ha incontrato nel mondo degli uomini se non come idea. E sai perché? Perché per amare bisogna uscire da se stessi, abbandonare ogni forma di egoismo e decidere di intraprendere un viaggio insieme ad un altro che abbia il tuo stesso livello di equilibrio e profondità. Quindi sì direi che è più facile incontrare un unicorno cavalcato da un folletto. Queste sono però cose da adulti e tu invece sei ancora un piccolo mostriciattolo che deve avere fiducia in ciò che di buono c’è nel cuore degli uomini”

………………………………………………………L’amore è infinito

Tratto da: Onda Lucana® by Sabrina Errigo