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“All’Anno Prossimo”…

Tratto da: Onda Lucana®byAntonio Morena

“All’anno prossimo”… quante volte lo abbiamo detto ormai, con un misto di ironia e amarezza che cresce ogni volta un po’ di più. Ancora una volta la Nazionale si ferma sul più bello, ancora una volta restiamo a guardare gli altri mentre il calcio che conta va avanti senza di noi. E non è più solo una delusione sportiva: è una sensazione profonda di smarrimento, quasi una crisi d’identità.

Perché perdere può capitare, fa parte del gioco. Ma quando succede ripetutamente, quando diventa un’abitudine, allora non si può più parlare di episodio. Qui c’è qualcosa che non funziona davvero. Una squadra senza continuità, senza un’identità chiara, senza quella fame che un tempo era il nostro marchio. E fa male dirlo, perché l’Italia del calcio non è mai stata solo talento: era organizzazione, carattere, resilienza. Oggi invece sembra tutto sfilacciato, fragile, prevedibile.

Il punto è che il problema non è solo in campo. È più ampio, più radicato. È un sistema che fatica a rinnovarsi, che si aggrappa a logiche vecchie mentre il resto del mondo evolve. I giovani faticano a trovare spazio, i vivai non producono come dovrebbero, e i club spesso preferiscono soluzioni immediate invece di costruire nel tempo. Così la Nazionale diventa lo specchio di un movimento in difficoltà, non la sua soluzione.

Si parla tanto di rifondazione, ed è una parola che suona bene, ma che richiede coraggio vero. Significa cambiare mentalità, investire sui giovani anche quando sbagliano, accettare un periodo di transizione senza pretendere risultati immediati. Significa avere una visione. E forse è proprio questo che manca di più: una direzione chiara.

Nel frattempo il tifoso resta lì, sospeso tra speranza e disillusione. Continua a crederci, perché tifare è anche questo, ma ogni volta la caduta pesa di più. Non è solo il risultato che delude, è la sensazione che non si stia andando da nessuna parte.

“All’anno prossimo”, allora. Ma questa volta non dovrebbe essere solo una frase di circostanza. Dovrebbe essere un punto di partenza. Perché continuare a rimandare significa accettare che nulla cambi. E questo, forse, è ancora peggio della sconfitta.

Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.

Tratto da: Onda Lucana®byAntonio Morena

Riproduzione Riservata.


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