Prefazione
La prefazione di un’opera che si apre con la contemplazione del “paese natio” è spesso un invito a un viaggio attraverso il tempo e la memoria. L’autore, scavando nei propri ricordi, non solo riporta alla luce le esperienze personali, ma anche quelle collettive che caratterizzano un’intera comunità.
Nel ricercare le origini, l’autore risveglia sentimenti che, seppur sepolti dal passare degli anni, continuano a pulsare nel cuore di chi è legato a quel luogo. Si tratta di un’operazione di massificazione dei sentimenti, dove l’individuo si fa portavoce di un’identità condivisa, attingendo a storie e tradizioni che plasmano l’essenza di un popolo.
La lingua utilizzata riflette una prosa ricca di immagini evocative; ogni parola è scelta con cura per risvegliare nel lettore ricordi affini o la curiosità di scoprire un mondo che si presenta quasi in forma di archeologia emotiva. Rispolverando il tempo, l’autore non si limita a rievocare il passato, ma invita a riflettere su come esso continui a influenzare il presente e a modellare il futuro.
In questo atto di riscoperta, il lettore si sente coinvolto in un dialogo con il proprio passato, riconoscendo che le radici di ciascuno di noi sono intrecciate con quelle degli altri. Così, la prefazione diventa non solo un’introduzione, ma un potente messaggio di connessione e appartenenza, un invito a riscoprire la propria storia attraverso il prisma delle esperienze altrui.
Onda Lucana – Redazione.
Ho il Mio Paese nel Cuore.
Raggiante, giace sotto il sole,
o lieto, sorprende nella neve,
erto, si incunea nell’azzurro cielo
e consola lo spirito di ogni cuore.
Questo è quanto dona il mio paese,
per questo amo il borgo dove nacqui,
e perchè, fu come fosse una madre
adagiando fiducia nella mia infanzia,
con dure prove mi inserÌ nella vita,
rialzandomi ogni volta dalle cadute.
Ora con sicurezza vado e percorro
quel viatico tracciato dal mio paese.
Se dò amore in questa mia esistenza
imparai a farlo guardando da lassù:
il mare, la piana, il fiume e i monti
racchiusi nello spazio dell’orizzonte
che non poneva limiti alla visione…
anche l’albero di acacia impartiva
lezione offredo fiori delizia e spine,
cauto preferivo guardarlo appoggiato
al muro che circondava il fontanino:
guardavo, meditavo e ponevo a mente.
Paese mio, mi facesti comprendere
che in un insetto c’era energia che
dava splendore alle lucciole di sera
cosi come costellazioni e stelle lassù
nel regno immacolato del Signore,
il cui paradiso inizia nel mio paese.
Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo
Si ringrazia per speciale concessione da parte dell’autore: Domenico Friolo
Dedicata al suo paese natio. Marburg, marzo, del 2026
Foto di copertina tratta da Web.
Riproduzione Riservata.
Scopri di più da Onda Lucana
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
