Il Parco Regionale del Vulture: tutela della biodiversità e paesaggi unici.
Tratto da: Onda Lucana®byAntonio Morena
Il Parco Regionale del Vulture, istituito nell’anno 2017 nella legislatura della Regione Basilicata, per una estensione di circa 57.496 ettari, comprendendo i territori di diverse comunità quali: Atella, Rionero In Vulture, Barile, Rapolla, Melfi, Ginestra, Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele.
Diventa tale in base alla L.Q. 394/91, che disciplina attraverso l’art. 22 la creazione delle “Aree Protette”, recepita dalla L.R. 28/94 denomina: “Individuazione, classificazione, istituzione, tutela e gestione delle aree naturali protette in Basilicata”, e definita dall’art. 9 per la sua realizzazione legislativa a carattere regionale ove si evince l’architettura fondante: dalla perimetrazione territoriale, al funzionamento dell’Ente Parco, al Piano del Parco, ai riferimenti per i principi dello Statuto, ecc., ne consegue l’art. 10 che individua le “Aree Protette” da istituire come il Parco del Vulture e l’area inclusiva di Grotticelle.

Al suo interno convivono zone soggette a tutele quali: ZSC/ZPS, acronimo che differenzia il grado di salvaguardia in: Zona Speciale Conservazione, Zona Protezione Speciale, scaturiscono: dalla “Direttiva – Habitat” 92/43/CE, e dalla Legge 147/2009/CE “Direttiva – Uccelli”, recepita dalla Legge Quadro comunitaria che disciplina la materia in ambito della caccia, la famosa n. 157/92, lo scopo è quello di salvaguardare tutta l’avifauna selvatica all’interno del suo habitat naturale, quelle zone a speciale conservazione che si trovano lungo i flussi migratori e non, le quali insieme alle aree SIC determinano l’importanza comunitaria del sito; in rapporto a quelli della “Rete Natura 2000”.
Sono identificati con il preciso numero assegnato: “Monte Vulture” ZSC/ZPS (codice IT9210210), e SIC/ZPS “Lago del Rendina” (codice IT9210201), riferimenti essenziali per la salvaguardia della biodiversità, in un Parco dove il micro clima ha una forte valenza, creando diversificati ecosistemi in un habitat molto ristretto a differenti quote altimetriche. Questo polmone verde nasce dopo un lungo iter burocratico dibattuto tante volte nel corso degli anni dal lontano 2003, per poi giungere a noi e consolidarsi per essere legge cinque anni or sono.
Tra i mammiferi, il parco ospita diverse specie di grande interesse naturalistico. Il lupo appenninico, uno degli abitanti più affascinanti e misteriosi, si aggira silenzioso tra i boschi, mentre il cinghiale lascia segni del suo passaggio tra le radure, la volpe, astuta e adattabile. L’area del Vulture è anche un paradiso per gli amanti del birdwatching. È possibile osservare il gheppio, il falco pellegrino, la poiana, ecc…, che si librano in aria alla ricerca di prede nei campi sottostanti. Le acque dei laghi attirano inoltre molte specie di uccelli migratori, rendendo ogni stagione un’occasione unica per avvistamenti emozionanti.
L’area forestale si amplia con boschi a diversa altezza a causa della termicità che garantisce, ma nel contempo, stupisce per la diversificazione atta. Habitat di latifoglie, mesofili, meso-termo, boschi di castagno tra boschi di pino mediterraneo, boschi di faggio, boschi di pinete oro mediterranee, gariga e formazioni igrofile, impianti di querceti e piantagioni da legno, boschi di leccio, ecc., un ambiente ricco e diversificato, il quale crea un ecosistema vibrante.
La flora del parco non è meno spettacolare. Durante la primavera, il sottobosco si colora di fiori selvatici, tra cui le orchidee, rare e protette, che sbocciano in una varietà di forme e colori. Le piante officinali, come la lavanda e il timo, profumano l’aria e sono utilizzate da secoli per le loro proprietà benefiche. Il Parco Naturale Regionale del Vulture non è solo un rifugio per la natura, ma anche un luogo di storia e cultura. I borghi che si affacciano sul parco conservano tradizioni antiche e offrono la possibilità di scoprire un patrimonio enogastronomico di grande valore, con prodotti tipici come l’Aglianico del Vulture, un vino rosso di grande carattere, e il miele di castagno, dal sapore intenso e aromatico.
Visitare il Parco del Vulture significa immergersi in un mondo dove la natura e la storia si intrecciano in un equilibrio perfetto, offrendo esperienze indimenticabili in ogni stagione dell’anno. Ogni sentiero del parco invita a una nuova avventura, che sia una passeggiata tranquilla tra gli alberi secolari o un’escursione più impegnativa verso le vette che offrono panorami mozzafiato. Le acque termali di Rapolla e Melfi, note fin dall’antichità, sono un’altra attrazione del parco. Queste sorgenti, ricche di minerali, offrono momenti di relax e benessere, con trattamenti che spaziano dai bagni termali ai fanghi curativi, ideali per chi desidera rigenerarsi immerso nella natura.
Per i più piccoli, il parco propone attività didattiche e ricreative che permettono di avvicinarsi alla fauna e alla flora locali in modo divertente e istruttivo. Laboratori di educazione ambientale, percorsi sensoriali e visite guidate sono solo alcune delle iniziative pensate per stimolare la curiosità e il rispetto per l’ambiente. Non mancano, infine, le manifestazioni culturali e gli eventi enogastronomici che animano i borghi del Vulture durante tutto l’anno. Feste patronali, sagre e mercatini dell’artigianato locale offrono l’occasione di vivere momenti di autentica convivialità, scoprendo al contempo la ricchezza delle tradizioni e dei sapori di questa terra straordinaria. In sintesi, il Parco Naturale Regionale del Vulture è una destinazione che incanta e sorprende, un luogo dove ogni visita si trasforma in un viaggio emozionante alla scoperta delle meraviglie della natura e del patrimonio culturale del territorio.
Tratto da: Onda Lucana®byAntonio Morena
Immagine di copertina/interna prodotta e fornita dall’autore.
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