L’Italia nel pallone.
Gelsenkirchen, il team azzurro ha affrontato gli Iberici, i quali hanno da subito fatto capire la superiorità tattica e tecnica. Una nazionale poco incalzante, incapace di superare quel centro campo, vista come un miraggio l’area avversaria. Certo, possono capitare giornate poco piacevoli dove sembra che tutto vada in un certo modo, ma non si è neanche accennato ad un gioco qualitativo e quantitativo, poco atletici.
È proprio così che i campioni d’Europa si sono espressi, non giocando. Peccato, ora si deve sperare in un miracolo contro la Croazia, in un girone non proprio ostico ma alla portata. Vedremo quale cambiamento ci potrà essere almeno per completare un primo blocco in un modo adeguato a quel blasone italico che il mondo ha sempre ammirato. In fondo si tratta di giocare, come suol dirsi la fiducia aumenta con i contenuti.
A cominciare dal possesso palla; come ha dimostrato quel barlume di gioco avvistato nel finale d’incontro: quando per beffa degli spagnoli potevamo addirittura pareggiare. Va detto, in ultimo, che Scamacca e Chiesa sono da bocciare, anche se il secondo reclama una decisione che dire avventata è riduttivo.
Infatti, sul finire del primo tempo, l’attaccante juventino era lanciato a rete quando la giacca nera (ieri gialla) gli ha fischiato un fallo contro, che avrà visto solo lui. Cucurella, il terzino iberico, dopo uno spalla a spalla perde l’equilibrio. involontariamente, nel cascare a terra, colpisce la palla con il classico colpo dello scorpione così “lanciando” Chiesa.
Certo, enfatizzare questo episodio nel nulla cosmico azzurro pare davvero assurdo, se non ridicolo addirittura. Tanto più che Donnarumma è stato il nostro fuoriclasse, senza di lui ci sarebbe un punteggio tennistico in favore degli iberici. Però, a rivedere quell’azione, gli episodi sono la vita, per cui aivoglia a giocar per 90 minuti palla al piede e tiki taka.
Tratto da: Onda Lucana® Press – Redazione
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