La vittoria dello sfinimento.
Tratto da:Onda Lucana®by Ivan Larotonda
A seguito di qualsiasi evento si procede, come di consueto, alla sua analisi; su di quelli epocali poi si sprecano, com’è ovvio. Il che è del tutto logico, e umano diremmo parametrizzando i giudizi col metro dei sentimenti autentici per ciò che riguarda quelli che vengono definiti di pancia. Nel caso della vittoria di Trump, la seconda, si nota una convergenza di logica e istinto. Il progressismo, o meglio la sua spocchia, dacché l’aggettivo complementare del sistema di potere in vigore nell’Occidente liberal ha sostituto del tutto un moto d’agire indefinito e ormai sempiternamente indeciso, continua a vivere su di un mondo parallelo.
Nel suo iperuranio dove vivono unicorni alati con code e criniere arcobaleno, i progressisti guardano con disprezzo a un popolo che gli è estraneo, che vedono addirittura come ostile. Ciò, in virtù di un peccato d’origine in tutte le manifestazioni ideologiche, e il progressismo è uno dei suoi prodotti “meglio riusciti”. Le ideologie sono infatti qualcosa di malsano in sé, in quanto sostengono teorie con la forza di fede e pretendendo l’avallo scientifico. Ma alla fine, essendo intrinsecamente deboli, risultano deleterie per le stesse teorie che propongono, col risultato di screditare anche il buono che si propone; un vecchio detto tedesco dice “buttare il bambino con l’acqua sporca”.
Cosicché lo studio di una reale ed autentica stirpe indoeuropea unita da lingua e fede, venne rovinato dalla guasta ideologia nazista; come le giuste rivendicazioni a non prendere bastonate in casa dai mariti mutò il femminismo in una volgare macchina di conflitto perenne col maschile, verso il quale l’unico modo di rapportarsi è stato visto nell’adeguamento sullo stesso terreno della lotta: risultato finale, le virago in giro in ogni ambito hanno distrutto il femminile.
E ancora, il fare soldi con altri soldi perché la stessa produzione è stata vista, ideologicamente, come deleteria al capitalismo in quanto richiede spese enormi per gli stipendi, per cui è stato meglio delocalizzare in Cina et similia; risultato finale: ricchezza e saper fare migrati altrove, in cambio di povertà importata in Occidente.
Ecco, la vittoria di Trump nasce da questo. I popoli dicono la loro, sono stanchi, sfiniti, da almeno trent’anni di rampante ideologia globalista; di società aperte (laddove anche una porta di casa va chiusa quando arriva l’inverno). Sono sfiniti di vedere carnascialate oscene fuori stagione, le parate di giugno di gente seminuda sui carri allegorici per i “diritti”. Di pile elettriche spacciate per auto che esplodono sotto il culo delle persone, imposte per legge e a detrimento di quelle vere e soprattutto delle fabbriche che le producono, vedi Stellantis, costrette a chiudere.
Oltre a salari tagliati da 20 anni mentre le spese militari salivano a triliardi per alimentare le guerre per la “democrazia”. Sono stanchi di “diritti” a tutti mentre i miliardari toglievano quelli veri ai lavoratori, e la finanza speculativa totalizzante accumulava, oltre alla menzogna climatica che mira a ridurre il cibo agli uomini stroncando la produzione agricola per salvare il pianeta; il tutto spacciato per, ideologico, bene comune dalla continua menzogna dei media.
La signora Harris, già vicepresidente del vecchietto incosciente, ha chiamato a raccolta miliardari attori e cantanti per farsi dare appoggio. Non ha capito nulla, lei e chi la manovra, come al solito. Nel loro ideologico, insisto, odio per la gente normale, non si rendono conto che i saltimbanchi hollywoodiani sono disprezzati ormai dalle moltitudini. I film non li guarda più nessuno perché sono brutti, prevedibili fin dalla prima scena e soprattutto zeppi di luoghi comuni; mentre le canzonette sono un ruttare ritmato da corrente elettrica. Ecco dove guardano i padroni dell’Occidente, la beata superclasse internazionale che se ne frega dei popoli trattati da sacchi di spazzatura, ultima perla di Biden prima di lasciarci finalmente. Di una cosa si è certi dall’alba di stamattina: nella discarica della storia è finito un mondo, quello della “Globalilandia”. Torniamo seri, torniamo alle Patrie.
Tratto da:Onda Lucana®by Ivan Larotonda
Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.
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