Mistico e Mistici Trumpismi.
Tratto da: Onda Lucana®byAntonio Morena
Nel fare di Trump si insinua una mistica rovesciata, una teologia del possesso che non cerca l’invisibile ma lo riduce a contratto. In questa visione, tutto è acquistabile o conquistabile: se non si può comprare, allora si forza; se non si forza, si sanziona; se non si sanziona, si trasforma in dazio. Il mondo diventa una vetrina e lo Stato un portafoglio. La Groenlandia, in questi giorni, è il caso simbolo: una terra immensa, fredda, apparentemente vuota, trasformata in oggetto di desiderio geopolitico come fosse un lotto edificabile. Non un luogo abitato da storie e diritti, ma una superficie utile, una risorsa in attesa di firma.

Qui si manifesta il cuore empirico di questo trumpismo: l’idea che la realtà sia un insieme di cose disponibili, misurabili, accatastabili secondo protocollo. Il pianeta come inventario. Il potere come capacità di transazione. In tale orizzonte non esiste il limite ontologico, ma solo il limite temporaneo della trattativa. Se la Groenlandia può essere comprata, perché non la Luna? Perché non Marte? Non per un sogno spaziale, ma per estendere l’illusione della proprietà oltre l’atmosfera. A mancare non è la tecnologia, ma la consapevolezza: quella che riconosce che esistono beni non proprietari, spazi che non possono essere ridotti a merce, territori che non si lasciano chiudere in un catasto.
Questa è una mistica senza trascendenza, una fede nel mercato come principio primo. Non c’è Dio, non c’è natura, non c’è comunità: c’è il prezzo. E dove il prezzo non basta, entra in scena la forza smisurata, giustificata come realismo, come difesa dell’interesse nazionale. È una spiritualità del muscolo, una liturgia del potere che si celebra con decreti, tariffe, muri e minacce. Il dazio diventa sacramento: non strumento economico, ma gesto simbolico, merce di scambio per affinare le proprie voglie di Stato.
Eppure questa visione, così apparentemente concreta, è profondamente mistica nel senso più ambiguo del termine: crede in ciò che non esiste. Crede che il mondo sia infinito e disponibile, che le relazioni possano essere ridotte a contratti, che la forza produca consenso e che l’accumulo coincida con la sicurezza. È un misticismo della semplificazione, che cancella la complessità per rendere governabile il reale, e così facendo lo impoverisce.
La Groenlandia resiste come simbolo non perché sia irraggiungibile, ma perché ricorda che non tutto è negoziabile. La Luna e Marte, allo stesso modo, non sono frontiere da colonizzare con un atto notarile, ma limiti che interrogano la nostra idea di potere. In questo senso, il vero conflitto non è geopolitico ma culturale: tra un mondo pensato come merce e un mondo riconosciuto come relazione. Tra l’illusione del possesso totale e la fatica della responsabilità condivisa.
Immagine di copertina e interna create dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.
Tratto da: Onda Lucana®byAntonio Morena
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Grazie , Antonio Morena, per questo commentario lucido sul Trumpismo. Secondo me, non è a caso, che la Sua critica mi arriva su „ondalucana“ – in questo paesaggio spesso catalogizzato come „arretrato“, da molti secoli si coltiva una solida fusione fra culti e saperi attorno a vegetatione e territori stessi con un tratto centrale della filosofia antica e delle religioni monoteistiche: un profondo senso di responsabilità della coscienza umana così complicata e contradittoria che non si adatterà mai al semplice dchema 0-1, si o no, del mondo digitale e degli affari.
Prof. Dr. Thomas Hauschild, Accademia delle Scienze di Heidelberg, autore di „Power and Magic in Italy“, Londra, Berghahn eds., 2011.