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On. Lomuti – Vertenze PMC, Tiberina e Brose: la Lotta per il Lavoro.

Roma – Vertenze PMC, Tiberina e Brose: lavoro, produzione e dignità non sono negoziabili. Ho seguito con grande attenzione il tavolo ministeriale su PMC e continuo a seguire passo dopo passo le vertenze che riguardano l’area industriale di Melfi, a partire da PMC, Tiberina e Brose, fino al mondo della logistica e a tutto l’indotto che ruota attorno alla filiera automotive. Parliamo di aziende e, soprattutto, di lavoratori che rappresentano un patrimonio industriale e umano costruito in oltre trent’anni di attività produttiva. Questo patrimonio non può essere sacrificato. La strada giusta è una sola: mantenere i livelli produttivi e occupazionali.

Tutto il resto – rinvii, soluzioni tampone, gestione puramente assistenziale delle crisi – non è accettabile. Qui non siamo di fronte a manodopera “sostituibile”, ma a un corpo di lavoratori altamente qualificati, con competenze industriali specifiche, che hanno contribuito in modo determinante alla storia produttiva di questo territorio, dell’intera filiera automotive e dei servizi logistici connessi.

Dal tavolo è emersa anche l’esistenza di un soggetto industriale interessato, il cui nome non è stato ancora dichiarato, che ha manifestato disponibilità a rilevare l’impianto e a garantire continuità occupazionale. È un fatto positivo e importante, che va riconosciuto come tale. Ma voglio essere altrettanto chiaro: senza tempi certi e verificabili, anche questa possibilità rischia di restare sospesa. In queste vertenze il fattore tempo è decisivo, e non può essere lasciato all’indeterminatezza.

C’è poi un punto che considero non negoziabile e che richiede risposte immediate: gli ammortizzatori sociali. Non possiamo permetterci che lavoratrici e lavoratori restino senza reddito o ostaggio di ritardi burocratici mentre si discute del loro futuro. Gli strumenti di sostegno al reddito devono funzionare, essere garantiti e resi continui. Senza questo, qualunque percorso di reindustrializzazione diventa socialmente insostenibile, soprattutto in un’area già segnata da più vertenze contemporanee. Lo dico con chiarezza: non è accettabile che errori procedurali o incertezze amministrative ricadano sulle spalle degli operai. Il tempo delle famiglie non è il tempo della burocrazia. Il reddito non può essere una variabile accessoria. Per questo continuerò a incalzare il Governo e i Ministeri competenti, in Parlamento e fuori, affinché:

si garantiscano immediatamente gli ammortizzatori sociali;

si chiariscano e si rimuovano gli ostacoli normativi che impediscono una gestione ordinata delle crisi;

si lavori a una vera soluzione industriale, con tempi certi, capace di salvare lavoro e produzione a Melfi, nell’indotto e nel comparto logistico collegato.

PMC, Tiberina e Brose non sono vertenze isolate. Insieme alla logistica e all’indotto rappresentano una questione industriale complessiva. Sono il simbolo di una scelta che il Paese deve fare: difendere il lavoro industriale oppure accettarne il lento smantellamento. Noi abbiamo scelto da che parte stare. E continueremo a farlo, senza ambiguità.

Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.

Fonte: Segreteria Deputato Arnaldo Lomuti – Camera dei Deputati Ufficio Stampa. Coordinatore M5S Basilicata – Commissione Difesa Camera dei Deputati Roma


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