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Pioggia in concerto.

Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo

Sotto le tegole dei tetti
delle vecchie dimore

della borgata adagiata
sul colle non esistevano

grondaie e se giungeva
la pioggia era una manna,

un dono mandato dal cielo
a gente che avevano case

prive d’acqua corrente.
Dai tetti l’acqua piovana

veniva giù precipitando
in recipienti domestici:

secchi, pentoloni, tinelli
e altro, con fretta venivano

posati adiacenti ai muri
delle case, per contenere

e raccogliere l’acqua che
veniva giù in rivoli e gocce.

Era il dono venuto dal cielo
era qualcosa di prezioso:

donato dall’acqua piovana.
Così non c’ era il bisogno

di stancarsi per giorni
nell’andare alla fontana

per fare provvista preziosa
per annaffiare l’orto o altro.

Le gocce nel precipitare
nei recipienti, emettevano

con il loro tonfo: musica,
suoni con ticchettio vario

di note in musica d’acqua
e di pillacchere fantasiose.

Affascinava quel concerto
emesso dalle gocce e dai

rivoli venuti giù dalle tegole
del tetto che riempivano

i recipienti, raccogliendo
quella invocata pioggia

piacevole o forti temporali.
La gente all’uscio guardava

e gioiva di tanta grazia ricevuta dall’alto del cielo,

era una festa percepita
come dono e grazia di Dio.

Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo

Si ringrazia per speciale concessione da parte dell’autore: Domenico Friolo.

Foto di copertina fornita dall’autore.

Tutto il materiale media e il testo non possono essere riprodotti salvo autorizzazione.


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