Ormai è chiaro, di globalismo si muore.
https://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/jay_lauren_uccisi_isis_giro_mondo_bici-3904839.html
Aver globalizzato le malattie minaccia i nostri figli a tal punto che la (molto sospetta) foga vaccinatoria di certo sinistrume trova la propria giustificazione commerciale (sì, “commerciale”, perché certo i vaccini non sono gratis) nella paura di contrarre patologie infettive che noi Europei avevamo debellato da tempo.
Aver globalizzato il lavoro ha fatto regredire le principali conquiste sindacali e i più basilari diritti dei lavoratori, implementando quella sorta di subdolo neo-schiavismo mascherato da “anti-razzismo” e denunciato come vessatorio e speculativo dalla stessa Sinistra sociale rimasta intellettualmente onesta (Rizzo e Fusaro su tutti).
Ebbene, tale intero processo ha inevitabilmente stoppato quella virtuosa robotizzazione dei lavori pesanti che sino agli anni ’80 prometteva un incremento della sicurezza sul lavoro e un alleviamento della fatica umana grazie all’avvento dell’automazione, scongiurando così l’attuale rischio di sostituzione etnica giustificata dai globalisti col mantra dell’invecchiamento demografico europeo.
E la tanto sbandierata “libera circolazione di uomini e merci”, in base alla quale il prodotto siculo o altoatesino deve essere reperibile ovunque e in ogni stagione alla stregua di quello indiano o coreano, minando così ogni verosimiglianza qualitativa e ogni logica quantitativa delle produzioni agroalimentari, ha ingozzato le nostre strade di trasporto camionale (ovviamente a conduzione non certo autoctona), creando danni incalcolabili in termini ambientali, energetici e di incidentistica rispetto alla naturale filiera che, un tempo, portava a dorso di mulo il latte dal pascolo al negozio in paese.
Non a caso tentano di deregolamentare il settore del trasporto su gomma ancor più di quanto già non lo sia.
Chi ci guadagna da tutto questo casino? Sempre loro: i globalisti, i sostituzionisti e i progressisti turbo capitalisti senza scrupoli, senza radici e soprattutto senz’anima. Quelli che hanno globalizzato l’Europa per poi poter tacciare i nazionalismi di provincialismo; quelli che godono a dimostrare quanto sia piccola l’Italia davanti agrandi potenze commerciali come Cina e India, pur, però, continuando a giustificare l’immigrazione proveniente da quei continenti col risibile canone del “bisogno”.
Quelli che hanno fatto diventare l’aggettivo “sovranista” un insulto e la celebrazione del senso d’appartenenza un crimine; quelli che con la scusa della fame nel mondo vogliono condurci all’entomofagia globale mentre annichiliscono brutalmente le nostre millenarie peculiarità agroalimentari.
E’ la natura a distribuire i pani e i pesci secondo i bisogni; alterare quest’equilibrio fa crollare i ponti sopra le teste dei più deboli mentre finti affamati marciano come zombie su una civiltà divenuta un cumulo di macerie.
Ma reagire si può. Iniziando dal fare la spesa…
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