Prefazione
Nell’affascinante cornice dei borghi antichi della Basilicata, si intrecciano storie e vissuti che parlano di un tempo sospeso, dove ogni vicolo, ogni piazza e ogni facciata in pietra raccontano una sua verità. Questi luoghi, testimoni silenziosi delle nostre esistenze, portano con sé reminiscenze di una giovinezza intrisa di emozioni e scoperte. Tra le strade strette e tortuose, i suoni dei mercati e le risate dei bambini, si celano le esperienze che, come un delicato collage, compongono il mosaico della nostra identità.
Le situazioni sociali che abbiamo vissuto in questi contesti, le piccole gioie e i momenti di tensione, affondano le radici nella nostra memoria, diventando parte integrante del nostro essere. È come se ogni luogo avesse un’anima, capace di evocare emozioni profonde e ricordi che ritornano, come onde dolci sulla riva di un mare interiore. Le tradizioni, i festeggiamenti, le abitudini quotidiane: ogni segno del passato si riflette nel nostro presente, creando un legame indissolubile con la terra in cui siamo cresciuti.
Questo viaggio nei ricordi giovanili è un invito a riscoprire non solo il luogo fisico, ma anche il mondo emozionale che lo accompagna. È un percorso attraverso le esperienze che ci hanno formato e che, pur nel loro scorrere inesorabile, continuano a vivere dentro di noi. Tra le mura dei borghi lucani, troveremo storie di amicizia, amore e scoperta, che ci accompagneranno in questo viaggio di esplorazione. E mentre ci immergiamo in queste pagine, possiamo rinnovare la nostra connessione con le radici e con le esperienze che ci hanno reso ciò che siamo oggi.
Onda Lucana – Redazione.
Un Bimbo Orfano e Solo.
Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo
In quella periferia di borgata
chiamata Purgatorio, vi era
un bambino silenzioso e triste
ormai privo dell’amore materno.
Poi, camminò a capo chino in una
città non sua, evitando sguardi,
a cui non avrebbe saputo cosa
chiedere e rispondere o dare.
Pensava molto e a volte giocava
in modo solitario con giocattoli
da lui stesso creati, mai nessuno
che glie ne abbia regalato uno.
Non giocava con altri, anche se
invitato a farlo da altri bambini
che sapevano giocare tra loro:
lui non sapeva e li guardava per
imparare quei giochi standosene
distante. Scrutava tutti e tutte,
provava impaccio ad avvicinarsi.
Rientrava in casa: ma non era la sua
con il mare da osservare e l’orto
con spezie i fichi rossi, non c’era
il gatto, a fagli compagnia e ne
le caprettine della zia, ne cugini
con cui rincorrere due cagnolini
affezionati: uno bianco uno nero,
ne l’automobilina di latta trovata
alla fontana dove riempivano
grossi barili di acqua potabile,
ne il cielo colmo di luci di stelle.
E questo lo rattristava ancor più
Un giorno il cognato gli regalò
un trenino con una locomotiva,
un vagone per il carbone ed una
carrozza per passeggeri in lamiera
tutto in uno colorato di nero, rosso
e giallo e finalmente quel bimbo
sorrise, ringraziò il cognato che
gli donò una carezza e una parola.
Il giorno seguente il bimbo pareva
essere un altro, e mostrava ad altri
bimbi il suo trenino e divennero
amici, che ancor oggi, che quel
bimbo è un vecchio ottantenne
si scambiano messaggi sul web.
Dove si narrano a vicenda la vita
trascorsa in tutti questi tanti anni.
Qualcuno di loro non è in più vita:
lo ricordano con affetto, emozione.
Non lo dicono, ma pensano che Dio
avra pietà di loro e li accoglierà a se,
quel bimbo, è ora un anziano uomo
vive sereno nella via del suo tramonto
i suoi bei nipotini gli stanno accanto
donandogli una gioia immensa
che egli non ebbe da piccolo orfano.
Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo
Si ringrazia per speciale concessione da parte dell’autore: Domenico Friolo
Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.
Riproduzione Riservata.
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