Requiem per Occidentalandia.
Tratto da:Onda Lucana®by Ivan Larotonda
Dmitry Medvedev, già presidente della Federazione Russa ed attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa (quindi siamo dinanzi a uno a conoscenza dei fatti: è del mestiere), in seguito ai deliri napoleonici di Macron, e non a caso il topos del super-uomo è chi s’atteggia al grande generale còrso, e soprattutto a seguito della “mega esercitazione” NATO, è stato costretto a formulare la seguente dichiarazione: «Il numero di furfanti tra l’élite politica occidentale che chiede di inviare le proprie truppe in un paese inesistente è in aumento.
Ora include rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, leadership francese e britannica e singoli personaggi provenienti dagli Stati baltici e dalla Polonia. Anche loro chiedono l’uso attivo delle loro armi missilistiche, che hanno fornito ai Banderiti, in tutta la Russia. C’è una sorta di degrado totale della classe dirigente in Occidente. Questa classe in realtà non vuole collegare logicamente le cose elementari. L’invio delle vostre truppe nel territorio dell’ex Ucraina comporterà l’entrata diretta in guerra dei loro paesi, alla quale dovremo rispondere.
E, ahimè, non nel territorio dell’ex Ucraina. In questo caso, nessuno di loro potrà nascondersi né a Capitol Hill, né all’Eliseo, né a Downing Street 10. Accadrà una catastrofe mondiale. A proposito, Kennedy e Krusciov furono in grado di capirlo più di 60 anni fa. Ma gli attuali prodigiosi che hanno preso il potere in Occidente non vogliono capirlo. Ed è per questo che oggi lo Stato Maggiore ha avviato i preparativi per le esercitazioni, comprese le attività di sperimentazione pratica della preparazione e dell’utilizzo delle armi nucleari non strategiche».
Ovviamente, di tutto questo le reti dell’“informazione” occidentale hanno lasciato trapelare la consueta: «Putin minaccia l’Occidente!». Il pericolo immarcescibile e perenne, che vieterà i diritti: come ad esempio i gay pride in tutta Occidente (con questa s’intende l’estensione geografica che comprende l’impero angloamericano e la sua dipendenza UE), fino a incenerire il pianeta col nucleare! La recente intervista di Tucker Carlson al filosofo Alexander Dugin chiarisce molti punti, soprattutto sul perché la non visione domini incontrastata nelle stanze del potere occidentaliano.
L’accademico russo spiega, come sapevano fare anche da questa parte del mondo, ma tanto tempo fa, che all’origine della convinzione occidentale dell’essere superiori e di avere sempre ragione, fino a sfociare in oceani di puerilità, sta L’individualismo. Esso è: «Una visione sbagliata della natura umana. Quando si identifica l’individualismo con l’uomo, si recidono tutte le relazioni con il resto. Quindi si ha un’idea molto particolare del soggetto, del soggetto filosofico come individuo; tutto è iniziato nel mondo anglosassone con la Riforma protestante e prima ancora con il nominalismo, l’atteggiamento secondo cui non ci sono idee, solo cose, solo cose individuali».
L’individualismo è il motore che originò liberalismo e progressismo, in buona sostanza più che di democrazia fu la dromocrazia a prevalere sulla società del cosiddetto occidente. Infatti, prosegue Dugin, le antiche istituzioni universali come papato e impero furono distrutte dalle nazioni, ma dopo il secondo conflitto mondiale si decise di mandare in soffitta anche queste; ostacolo di natura doganale ad un commercio globale.
Ora, al vertice dell’anglosfera, in cui rientra anche la UE, siedono persone che nella folle corsa ad andare oltre sono entrate nella fase acuta dell’individualismo: la sociopatia. È l’approdo finale per chi e da secoli pratica come elemento essenziale il non percepirsi come comunità, bensì branco di squali pronti ad azzannarsi reciprocamente. Il darwinismo, dottrina sociale dai sinistri aspetti religiosi, giustifica “scientificamente” l’individualismo come lotta per la sopravvivenza: è il corollario ideologico del mondo anglosassone, dominante sui mari, Europa occidentale e America settentrionale, ma non sull’Heartland, l’Eurasia composta dai quattro imperi: Russo-Cinese-Indiano-Iraniano.
La figura vittoriana di Peter Pan non è forse l’eterno giovane irresponsabile, che cerca l’isola che non c’è? Le fiabe sono espressione di un popolo, delle sue abitudini, usi e costumi; ebbene, il fanciullo in calzamaglie volante è il modello luciferino dell’umanità anglosassone. Da tutto questo, è chiaro come oramai le parole di Medvedev siano incomprensibili ai molti.
Purtroppo per noi, gli anglò stanno giocando con l’intero pianeta, a rischio di distruzione totale dello stesso e non per colpa dell’adulto eurasiatico, ma del bambino talassocratico che non si rassegna a chiudere la sua stanza dei balocchi.
Tratto da:Onda Lucana®by Ivan Larotonda
Si ringrazia l’autore per la cortese concessione.
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