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Prefazione

La poesia lucana, radicata in una tradizione che affonda le sue radici nel paesaggio e nella storia di una terra ricca di contrasti, è un viaggio profondo nell’animo umano. In un turbinio di emozioni, i poeti lucani raccontano le loro cronache interiori. La nostalgia per la propria terra, il confronto con le difficoltà quotidiane, l’amore e la perdita si intrecciano in versi che sembrano danzare sopra le colline lucane, accarezzare i profili delle montagne, farsi eco nei silenzi dei borghi antichi.

La scrittura diventa così un rifugio, un modo per dare forma a sentimenti intensi e complessi. La natura, con i suoi paesaggi mozzafiato, diventa non solo sfondo, ma anche un personaggio vivente, in grado di evocare riflessioni profonde. Le emozioni scorrono come fiumi in piena, travolgendo tutto ciò che incontrano, per poi trovare il loro sbocco nei versi che, con intensità, plasmano la realtà.

La lucidità dell’osservazione si fonde con la passione, creando un caleidoscopio di immagini e sensazioni. Ogni poesia si trasforma in un’esperienza unica, capace di scuotere il lettore e spingerlo a esplorare le proprie interiorità. Attraverso le parole di questi poeti, il tempo sembra fermarsi, lasciando spazio a una meditazione continua, in cui il passato e il presente si intrecciano e si confrontano.

In questo viaggio emotivo, la poesia diventa un atto di resistenza, un modo per affermare la propria identità, un richiamo a vivere pienamente, nonostante le avversità. Le cronache interiori dei poeti lucani, dunque, non solo raccontano una realtà, ma invitano a riflettere su di essa, a sentirla nel profondo, come parte integrante della nostra esistenza.

Onda Lucana – Redazione.

Sulla Via di Casa.

Tratto da: Onda Lucana®by Domenico Friolo 

Dopo un lungo viaggiare
ho parcheggiato nel largo
tornante dove si ergeva
il nero fontanino metallico.

C’è calma e strano silenzio
dei muraglioni odo la loro
muta anima come voce nel
deserto tra case disabitate

Tutto conduce il pensiero
ad un senso di turbamento
che penetra nel profondo
dei sensi intimi e viscerali.

Chiedo: cosa mi aspettavo
dopo dopo anni d’assenza?
Là, il Purgatorio domina sui
piani e il mare sottostante.

Il vecchio quartiere giace
assopito sotto il cielo blù…
le stelle parlando tra di loro
risplendeno meravigliose.

Omai della mia vita volevo
vedere ancora dove venni
al mondo dove ebbi i natali
in un gelido mese d’inverno

Sorprese l’orecchio di Dio
il mio primo nativo gemito,
fu meraviglioso e solenne
per la mia provata madre.

Ora, invecchiato dagli anni,
più nulla aspetto dalla vita
e nulla ho da rimpiangere,
ho famiglia libera e in pace

Ho il cuore placato dopo
battaglie imposte dalla vita
ma oggi il cuore comanda
l’osservare un’ultima volta

dove da bambino conobbi
la solitudine e dolore cupo
ma pur brave, care persone
che seppero consolarmi

più del sole e delle stelle
facendo gara per alleviare
il mio essere bimbo orfano
là: al quartiere Purgatorio.

Ma ho anche conosciuto
la negatività recatami in
tarda età da sconsiderati
che rubarono la mia casa.

L’istinto suggeriva vendetta
la ragione Divina: ignorarlo.
Ma è chiaro che i truffaldini
ne daranno conto a Dio…
“Nostro Giudice Supremo”

Tratto da: Onda Lucana®by Domenico Friolo 

Immagine di copertina fornita dall’autore.

Si ringrazia l’autore per la cortese concessione.

Riproduzione Riservata.


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