Baluginii di Speranza.
Tratto da:Onda Lucana®by Ivan Larotonda
La marcia indietro dell’UE sull’elettrico è il miglior evento che riguarda la Basilicata in quest’anno. Il Natale è salvo, almeno per chi lavora in ambito; dal momento che abbiamo a che fare con la resipiscenza, un qualcosa di desueto a queste latitudini dove ci si abbandona alla ricerca pedissequa del personalismo. Ultima forma dell’ideologia post giacobina che vede nella natura qualcosa da combattere, addomesticare secondo i propri desiderata.
Ebbene, “contra factum non valet argumentum”, dicevano i nostri maggiori; puoi pensarla come vuoi, ma alla fine vince la natura. E questa ha constatato che la macchina alimentata a batterie elettriche ottiene prestazioni basse; non riduce l’inquinamento (semmai l’aumenta), e nemmeno le famigerate emissioni di gas, qualsiasi cosa si intenda per questi elementi eterei. E comunque la Co2 è cibo per le piante, ce lo hanno insegnato alle scuole elementari; ai miei tempi si studiava com’è il mondo, non come lo vorremmo. Ancora, mentre a ottobre scorso interrompevano l’erogazione dell’acqua nei comuni del centro nord Basilicata, perché c’è la “crisi climatica”, le piogge scendevano copiose, e tali restarono per l’intero mese e fino a metà novembre. Forse il problema non è quanto scende dai cieli, piuttosto quanto si disperde nei terreni? Pare l’abbiano capito, ma vedrete che a giugno, quando notoriamente le precipitazioni sono scarse, ripartiranno alla carica.
Quest’anno poi sta andando meglio anche sul fronte presepi. Pare che le agguerrite maestrine degli unicorni rosa abbiano seppellito l’ascia di guerra: forse la moda di togliere statuine e cartapesta, lucine e stelline, riproducenti la Betlemme di 2000 anni fa dalle scuole è davvero finita. D’altronde è fenomeno tipico anch’esso dell’esibizionismo liberal individualista: ognuno di noi è un personaggio in cerca d’autore, parafrasando Pirandello.
Come quelli che si “fanno buddisti”, pur non conoscendone nulla, neanche cosa significhi il colore arancio del kesa: «manco le basi del mestiere!», disse il mitico Mario Brega nel film di Carlo Verdone “Un sacco bello”. Però lo fanno per distinguersi dalla “massa catto-borghese”, dicono affettando un eloquio da vissuti, ma in un italiano da quarta elementare pur con tre laure, un paio di dottorati e tre master; conseguiti a Miami, Londra, Dubai e Shangai. In pratica non sanno una mazza del loro Paese, ma pretendono di conoscerlo meglio di chi ci abita e vive per davvero.
E allora buon Natale! Che torni la Tradizione, i zampognari, le pettole e i calzoncelli di castagnaccio. Gli struffoli e i roccocò, i panettoni e lo spumante. E soprattutto che gli italiani affollino le Chiese come un tempo, per la Santa Notte che salvò il mondo; quando il Verbo si fece carne.
Tratto da:Onda Lucana®by Ivan Larotonda
Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.
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