Storia, Politica, Cultura: Ottimi Riscontri per il Libro di Lovaglio su Giustino Fortunato.

di Carmen Piccirillo

Giustino Fortunato, grande politico e storico, nato a Rionero in Vulture, è stato uno dei più importanti rappresentanti del Meridionalismo: studiò instancabilmente i problemi riguardanti la crisi sociale ed economica del Sud Italia dopo l’Unità Nazionale, illustrando, nelle sue opere, svariati interventi programmati minuziosamente per fronteggiare la “questione meridionale”.
Durante l’attività parlamentare, Giustino Fortunato si impegnò nel miglioramento delle infrastrutture e della sanità del Mezzogiorno, sostenendo politiche di bonifica e di profilassi farmacologica. Fu tra i primi luminari a comprendere le minacce del Fascismo; figurò tra i firmatari del manifesto degli intellettuali antifascisti.
Oltre ai suoi studi, Fortunato era noto per il suo pessimismo, che lo rendeva sconfortato verso le istituzioni e lo induceva, spesso, a isolarsi dagli schieramenti politici, ricevendo varie critiche dai suoi detrattori. Gli appassionati, gli studiosi, e tutti coloro che si riconoscono nel pensiero di Giustino Fortunato, formano una proficua comunità culturale e intellettuale, per valorizzare il meridionalista italiano e divulgare il suo prezioso percorso. Vari sono stati gli storici, gli economisti che hanno approfondito dettagliatamente la sua analisi sulla crisi economica del Sud Italia, sulla finanza pubblica e sulla necessità di un’unificazione sostanziale del Paese. Chi studia Giustino Fortunato, oggi, è mosso dal desiderio di rileggere la storia economica italiana, per affrontare le attuali disparità territoriali con il suo approccio “laico” e rigoroso.

A Rionero in Vulture, sin dall’anno 1982, sono state messe in atto le prime appassionate e attente ricerche su Giustino Fortunato da Luisa Lovaglio, che, con costante entusiasmo, e professionalità, per moltissimo tempo ha diretto la biblioteca “Giustino Fortunato” sita nel Palazzo Fortunato a Rionero.
Infatti, Luisa Lovaglio ha vissuto per anni il Palazzo Fortunato in maniera coinvolgente, mai passiva, raccogliendo, gradatamente, una massa di informazioni, di dati storici, bibliografici, architettonici, esaminandoli oculatamente, per proiettarli all’esterno: ha ricostruito la storia del Palazzo Fortunato, scrivendo delle sue varie trasformazioni. Si è focalizzata sull’importante aspetto umano di Giustino Fortunato, oltre che su quello politico; ha evidenziato l’amara delusione scaturita dalla sua attività politica, e ha posto particolare attenzione alla sua famiglia. Queste tematiche sono state trattate all’interno di due rilevanti e coinvolgenti libri, scritti e pubblicati dalla stessa Lovaglio: “Casa de’ Fortunato” (2017); “Storia di un palazzo, una famiglia, una biblioteca- Viaggio nella casa avita di Giustino Fortunato a Rionero in Vulture” (2025).

Il libro “Storia di un palazzo, una famiglia, una biblioteca – Viaggio nella casa avita di Giustino Fortunato a Rionero in Vulture”, edito da Alfagrafica Volonnino, è stato presentato attraverso un evento culturale lo scorso 23 ottobre 2025 a Rionero. L’iniziativa si è tenuta presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Giustino Fortunato, e presso la Sala Mostre “Nino Calice” del Palazzo Fortunato, con ottimi riscontri di critica e di pubblico. Si tratta di un’opera di grande spessore culturale. Infatti, il volume è il risultato di lodevoli ricerche storiche e documentali: sono descritte con precisione, e nei minimi particolari, le stanze del Palazzo Giustino Fortunato: viene dato, attraverso le preziose pagine del libro, onore alla memoria della figura eminente della storia italiana. Il lettore è indotto a trarre profondi spunti di riflessione per guardare il passato e migliorare il presente.
Storia, politica e cultura all’interno del libro di Luisa Lovaglio divengono le prerogative vincenti per comprendere, nel dettaglio, una figura così complessa come quella di Fortunato, non solo per apprezzarne il suo valore, ma anche per evidenziare, nel miglior modo possibile, l’importanza della memoria storica, per riconsegnarla alle nuove generazioni.
Il libro racchiude importanti contributi di coloro che hanno approvato e apprezzato ampiamente il lavoro di Lovaglio, tra cui Mario Di Nitto, sindaco di Rionero in Vulture; Giampaolo D’Andrea, presidente dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia, Giuseppina Cervellino, Dirigente Scolastica Emerita; Franco Pietrafesa, storico e medico specialista; Raffaele Nigro, scrittore e giornalista Rai. << Essermi avvicinata – ha dichiarato Luisa Lovaglioad ampio spettro al mondo di Fortunato, è stato sinonimo di comprensione di un ambiente che trasudava di cultura, di storia, di affetti. Ricercando, inizialmente, tra i vari carteggi, mi sono imbattuta con non poca emozione nella straordinaria persona di Fortunato, nella sua abitazione, nei suoi familiari (…)
Alcune scene di vita, citate da Giustino Fortunato, sono molto suggestive: tra le sale del Palazzo, vi è stata la presenza sempre vigile della raffinata nonna potentina, e quella della mamma, sempre tranquilla, che, per scampare al terremoto del 1851, correva portando in braccio il piccolo Giustino Fortunato, di soli tre anni, mentre scendeva la scalinata per raggiungere l’atrio. Nella sala della biblioteca vecchia, i due fratelli, Giustino ed Ernesto, traducevano le odi di Orazio in presenza dello zio Gennaro (…)
Come non immaginare, inoltre, Giustino Fortunato adulto, che, appartato dal resto della casa, a Rionero, nella torretta svolgeva i suoi salotti culturali e politici con gli amici e gli studiosi?
La sala convegni
>> – ha aggiunto Lovaglio – << un tempo, era la sala da pranzo, ci fa rivivere l’atmosfera della cena offerta a Zanardelli. >>

<< Nella sala di rappresentanza, furono ospitati Ciccotti e la coniuge in viaggio di nozze.
Inoltre, è molto significativa una testimonianza della pronipote di Fortunato: Marina. Mi confidò personalmente che, da piccola, nella sala dove erano esposti i dipinti dei ritratti degli avi, essa attraversava correndo, terrorizzata perché sentiva i loro occhi ‘addosso’.
La corrispondenza tra Giustino Fortunato >> –
ha sottolineato la dottoressa – e l’amico Donato Di Marzo, Senatore, è molto impattante. Aveva modo, con lui, di tornare ai ricordi della casa, del giardino, della famiglia, oltre alla condivisione di vicende politiche (…). >>
Il lodevolissimo volume di Luisa Lovaglio, dunque, che sta riscuotendo ottimi riconoscimenti, è un preziosissimo espediente per scoprire l’infinita ricchezza del passato che, spesso, viene tralasciato: la memoria storica è il fondamento dell’identità collettiva, la cui mancanza porta “un presente senza futuro”.

Fonte: Si ringrazia Carmen Piccirillo per la cortese collaborazione.


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