CALLMAT – Lomuti (M5S); ho presentato una interrogazione parlamentare – Serve un piano di rilancio per salvare lavoratori e territori.

Con un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro delle Imprese e del Made in Italy e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ho voluto richiamare l’attenzione sulla gravissima crisi occupazionale che sta colpendo la CALLMAT Srl, azienda di servizi di teleassistenza con una delle sue principali sedi a Matera. L’azienda ha annunciato un piano di licenziamenti collettivi che coinvolgerà 252 lavoratori, con il rischio di un ulteriore tracollo occupazionale entro il 2025, legato al ridimensionamento delle commesse voluto da TIM.

Quella che sta attraversando CALLMAT non è solo una crisi aziendale, ma una vera e propria emergenza sociale, economica e territoriale che colpisce al cuore la Basilicata. Di fronte ai 252 licenziamenti annunciati nello stabilimento di Matera, non possiamo restare inermi. Ogni posto di lavoro perso è una famiglia lasciata sola, una comunità che si impoverisce, un territorio che rischia di essere abbandonato. Questo non possiamo permetterlo.

Lo affermo con profonda preoccupazione, ma anche con la determinazione di chi sa che in momenti come questo è necessario un cambio di passo da parte delle istituzioni e delle aziende coinvolte. TIM non può sottrarsi alle proprie responsabilità. La scelta di ridurre le commesse a CALLMAT, senza una strategia per accompagnare la transizione, evidenzia un modello di sviluppo insostenibile, che sacrifica intere comunità sull’altare del profitto a breve termine.

È chiaro che la crisi di CALLMAT è lo specchio di un problema più ampio: quello di un Sud che, pur avendo competenze e professionalità, continua a essere marginalizzato nei grandi piani industriali. Se non agiamo subito, rischiamo di assistere al tracollo di un intero sistema produttivo in una regione già fragile come la Basilicata.

Ma guardare al passato non basta. Non possiamo limitarci a scongiurare i licenziamenti collettivi: dobbiamo avere il coraggio di immaginare un futuro diverso per queste attività produttive. Il settore della teleassistenza, come tanti altri ambiti legati ai servizi e alle tecnologie, sta cambiando rapidamente. È fondamentale che le aziende come CALLMAT, insieme alle istituzioni, si impegnino in un processo di riconfigurazione che metta queste realtà in condizione di stare al passo con i tempi. Serve investire in formazione, innovazione tecnologica e riconversione industriale, perché i lavoratori non siano considerati un “esubero”, ma una risorsa per costruire un domani produttivo e sostenibile.

Faccio appello al Governo nazionale e alla Regione Basilicata: non possiamo permetterci di perdere questa battaglia. È necessario convocare con urgenza un tavolo interministeriale, che coinvolga TIM, CALLMAT, i sindacati e tutti i soggetti interessati, per costruire un piano di rilancio. Ma non possiamo limitarci a una logica emergenziale: è il momento di ragionare su una strategia di lungo periodo che rilanci il lavoro e la produttività nel nostro territorio, partendo dalla difesa dei diritti dei lavoratori e arrivando a una visione di sviluppo sostenibile.

Dietro questa crisi ci sono persone, famiglie, storie. Non possiamo tradire la fiducia di chi ha creduto nel proprio lavoro e nel proprio territorio. Il mio impegno sarà totale, perché credo che nessuno debba essere lasciato indietro. E perché so che un Sud che arretra è un’Italia che perde.

Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.

Fonte: Ufficio Stampa delL’On. Arnaldo Lomuti – Coordinatore regionale M5S Basilicata – Camera dei Deputati.


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