Laurenzana; Il Brigante Taccone – Storia e Leggenda.
Tratto da:Onda Lucana®byAntonio Morena
Laurenzana (PZ) – Nel borgo lucano si festeggerà “Il brigante Taccano Re di Calabria e Basilicata“, l’evento sarà organizzato dalla Pro Loco, il giorno 05 del mese di ottobre, si prevede un percorso enogastronomico, narrazione sulle gesta dei briganti del periodo 1800, in particolare un excursus sulla figura del brigante Taccone, tanta musica etnica, con il concerto degli Amarimai, ingresso sarà libero. Il brigante Taccone fu un celebre personaggio della storia dell’Italia meridionale del XIX secolo. Nato a Laurenzana, da una famiglia di contadini, Domenico Rizzo il suo vero nome, diventò brigante durante il periodo delle guerre napoleoniche.
Taccone era un soprannome che gli venne dato per la sua stazza imponente, si fece notare per la sua attitudine al lavoro e per la sua forza fisica. Ben presto si lasciò coinvolgere dalle sfide e dalle avventure che il brigantaggio gli offriva. Rizzo diventò uno dei briganti più noti e temuti della Basilicata, tanto che Napoleone Bonaparte arrivò a mettere una taglia sulla sua testa. Il brigante però riuscì a sfuggire alla cattura e continuò a condurre la sua vita da fuorilegge.


Taccone divenne presto uno dei capi dei briganti e, grazie alle sue doti di leader e alla sua capacità di organizzare audaci attacchi contro le caserme e i convogli di soldati, decise di elevare la sua posizione in ambito; proclamatosi “Re di Calabria e Basilicata“, riuscì a consolidare il suo potere sulle zone di interesse. Il brigante Taccone era molto amato dalla popolazione locale, che lo considerava un eroe e un difensore dei loro diritti contro lo Stato. Tuttavia, la sua fama di criminale lo rese un nemico degli uomini della legge, dopo diversi anni di latitanza. “*Uno dei più noti e tristi episodi dell’attività brigantesca di Rizzo, fu l’assalto al castello di Abriola, il quale episodio avvenne il 18 agosto 1809, furono uccisi i baroni Federici e la loro servitù. Solo il figlio Carlo sopravvisse alla strage, poiché riuscì a fuggire e a nascondersi”.
Per questo delitto, Rizzo e i suoi complici vennero ricercati dalla polizia e messi sulle tracce. Questo evento portò all’acuirsi della repressione dei briganti nella regione, in cui il brigantaggio era già diffuso e radicato. Tuttavia, Rizzo riuscì a evitare la cattura per altri lunghi mesi. Nuove truppe furono inviate da parte dei francesi che individuarono e arrestarono il “Re dei Briganti“, non ci fu più nulla da fare per se stesso, in quanto venne condannato a morte il 6 settembre 1810, attraverso impiccagione nella città di Potenza. La sua figura è rimasta leggendaria nella storia del brigantaggio meridionale e ha ispirato numerosi racconti e romanzi, rappresentazioni nella cultura popolare italiana, che lo hanno celebrato come un simbolo di ribellione e di indipendenza.
Immagine interna e di copertina tratte dal repertorio di Onda Lucana by Antonio Morena. *Rievocazione storica del Barone Federici dei fatti briganteschi del periodo, nel Comune di Abriola.
Tratto da:Onda Lucana®byAntonio Morena
Riproduzione Riservata.
Scopri di più da Onda Lucana
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
