La scuola non serve. Non serve perché non serve agli studenti, ai giovani. Il guaio è che insegna tante belle cose ma poche utili. Non si fa attualità per esempio. Ma si fa anche troppo poca Storia con programmi spesso tirati via dove a malapena si raggiunge la Seconda Guerra Mondiale. Eppure si parte dal Paleolitico, dagli Assiri e dai Babilonesi; si sa meglio le classi sociali di tremila anni fa che quelle odierne. La scuola è un treno che prendi e che dopo tredici anni ti scende in una città che non conosci. Si è smesso anche di fare Educazione Civica nelle scuole, se vuoi capire come gira il mondo devi essere autodidatta. Se vuoi sapere come è fatto stesso discorso: la Geografia non si fa più. Incredibile. Diritto Pubblico poi dovrebbe essere una materia al pari dell’Italiano nelle scuole, non un esame che trovi in qualche facoltà universitaria, la Costituzione va saputa, non a memoria ma va saputa. Bisognerebbe educare i giovani alla Politica. Non è colpa loro se appena diciottenni non sanno chi votare, come votare, perché votare. Capirai, chi gliel’ha spiegato? E lasciamo da parte la solita retorica infantile del ragazzino che preferisce dormire la mattina e prega i genitori di non svegliarlo. Io sono serio. Si fa Matematica e Latino perché ci devono aprire la mente si diceva. Ed è vero per carità. Mi chiedo però cosa bisogna far “entrare” in queste menti. L’esperienza scolastica è quantomeno deludente, si potrebbe fare meglio, si fa tanto “ieri” ma poco “oggi”. Ogni settimana ci dovrebbero essere due ore di Attualità, come materia, ci dovrebbe essere la verifica di Attualità con voto, il debito pure se hai l’insufficienza. Perché è tutto importante, ma almeno bisognerebbe sapere ciò che ci circonda. Sarebbe anche tutto più vicino agli studenti, più d’impatto, più “simpatico” di un campo di forza in Fisica. E poi spiegare bene come funziona il Parlamento, il Governo, insegnarci la nostra democrazia , sapere cos’è l’Unione Europea, l’ONU e raccontare la Storia. La Storia è fondamentale, ma non gli Egizi eh, ti fa capire l’oggi, come mai è così, ma anche come è stato, cos’è successo prima e che conseguenze ci ha portato. Siamo una generazione ignorante ma non è colpa nostra. Certo se non ci insegnano solo una minoranza si informerà da sola.

Sono state fatte tante riforme sulla scuola, ma alla fine quasi tutto si regge ancora su Giovanni Gentile e la sua riforma datata 1923, novantacinque anni fa. Ma l’attuale sistema scolastico è semplicemente anacronistico, strutturato per essere perfetto in una situazione sociale in cui si passava dall’analfabetismo all’alfabetizzazione del nostro paese ed in questo clima di campagna elettorale sulla scuola invece regna il silenzio assoluto, senza idee nuove, odierne, correnti che magari qualche voto in più lo porterebbero anche. Tagliare un po’ i programmi, accorpare Scienze e Fisica e dare spazio al Diritto Pubblico, magari fare anche architettura e urbanistica a Storia dell’Arte e studiare anche i ponti e le strade oltre ai quadri, tradurre notizie in Inglese più che la letteratura, insegnare i capoluoghi di Regione, le capitali e le nazioni del mondo.

Fare gli orari (e i programmi) in maniera tale da permettere ogni settimana di parlare di attualità, permettere agli studenti di confrontarsi tra loro, con il professore, farsi una coscienza propria. Insegnare, ma per davvero e più che mai insegnare ad essere buoni cittadini, essere informati, consapevoli del mondo che è fuori, di come funziona e capire le dinamiche che poi incontreremo. Si studierà un quadro di Monet in meno e non s’imparerà a memoria la poesia, ma almeno ci sarà un motivo veramente valido per andare a scuola: capire chi siamo e dove siamo. Facendocelo insegnare. Chiedo tanto?

 

NICCOLO’ BELLUGI 

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