Le influenze spartane nella storia dei Lucani e Tarantini.

Tratto da:Onda Lucana®byAntonio Morena

L’interazione tra i Lucani e i Tarantini rappresenta un momento cruciale nella storia dell’Italia meridionale, caratterizzato da conflitti di potere e alleanze strategiche. I Lucani, in cerca di espansione, tentarono di affermare il loro dominio sulla costa ionica, minacciando l’influenza di Taranto, una delle città greche più importanti dell’epoca. La risposta di Taranto fu quella di cercare supporto dalla madrepatria, Sparta, che in quel periodo stava cercando di mantenere e rafforzare la sua influenza in Grecia e nelle colonie.

Il re Archidamo III, consapevole della necessità di sostenere Taranto, si lanciò in questa campagna militare. La sua morte nel 338 a.C. segnala non solo il fallimento dei tentativi spartani di controllare la situazione ma anche l’inasprirsi delle tensioni tra le diverse popolazioni dell’area, inclusi i Messapi, con i quali Taranto aveva già delle frizioni.

Questo contesto di lotte locali e di interventi esterni è emblematica delle dinamiche geopolitiche nell’Italia meridionale. La rivalità tra i Lucani e i Tarantini, oltre all’intervento di Sparta, contribuì a plasmare le future alleanze e i conflitti nella regione, aspetto che influenzerà anche gli sviluppi successivi, sia sul piano militare che politico, all’interno delle varie comunità italiche e fra le potenze greche e romane.

La campagna di Alessandro I “il Molosso” rappresentò un momento cruciale nella lotta di potere nella regione, in cui i Lucani cercavano di consolidare la loro influenza sullo Ionio, ma si trovarono costretti a fronteggiare non solo i Tarantini, ma anche il supporto di potenze esterne come Sparta e, successivamente, Epiri. La sconfitta dei Lucani e dei loro alleati sanniti sotto le mura di Poseidonia oggi (Paestum/Capaccio) segnò un ulteriore ridimensionamento della loro potenza, mentre la vittoria macedone dimostrò l’efficacia della falange, ormai affermata come una delle formazioni militari più temute del suo tempo.

Alessandro I, sfruttando il momento di vulnerabilità delle forze lucane, non solo riconquistò i territori perduti ma sottomise anche ulteriormente gli avversari, portando via ostaggi aristocratici che avrebbero potuto fungere da deterrente in futuro. Questo atto di deportazione non solo rafforzò la potenza macedone, ma instillò anche un senso di insicurezza e vulnerabilità all’interno delle comunità lucane, minando ulteriormente la loro coesione e capacità di resistenza.

La liberazione temporanea di Poseidonia, pur rappresentando un successo militare, non sortì effetti duraturi, visto il contesto tumultuoso in cui si trovava la regione e la continua pressione delle forze macedoni e tarantine. La situazione geopolitica si rivelò dunque complessa, con equilibri di potere in costante evoluzione e conflitti latenti che avrebbero continuato a caratterizzare la storia della Magna Grecia per i decenni successivi.

Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.

Tratto da:Onda Lucana®byAntonio Morena

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