L’Etica dell’Intelligenza Artificiale – (Seconda Parte).
di Pasquale Martucci – Sociologo.
Ad ogni modo, le domande sono: perché intelligenza artificiale?; ed ancora, se si tratta di artificio (macchina), come si coniuga con l’intelligenza che necessita di attività tipicamente umane?
L’intelligenza è una facoltà della psiche e della mente che permette all’uomo di comprendere e spiegare i fatti e le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare; adattarsi a situazioni nuove e modificare la situazione stessa quando essa presenta ostacoli all’adattamento e al cambiamento.
L’IA parte da uno storico di dati e ci dice cosa aspettarsi. Ma se ci sono possibilità non prese in considerazione? Inoltre certamente essa non può affrontare situazioni relazionali complesse ed entrare negli intrecci intersoggettivi e nelle dinamiche interpersonali, come pure non può affrontare i legami con le esperienze umane, sguardi, analogico tra le persone, risposte continue agli stimoli inter-relazionali.
Il sociologo Franco Ferrarotti sostiene che la macchina ha la capacità di controllare le proprie operazioni interne ma non può trascendersi. È l’eterno ritorno dell’identico. Non ci dice da dove veniamo, dove siamo e dove andiamo, perché “l’uomo pensa, esiste, dubita. La macchina la si può accendere, spegnere, riaccendere”. (Franco Ferrarotti, Macchina e uomo, Arcadia Edizioni, 2024, or. 1962)
È sottolineata la centralità dell’uomo che con la sua azione decide di accendere o spegnere la macchina. Non possiamo abbatterci, sostiene Ferrarotti, perché la tecnica è qualcosa priva di scopo. Non è l’estinzione del genere umano, anche se il problema è serio.
Per Aristotele, ogni essere umano è costituito da tre elementi: animale, sociale, spirituale. Per avvicinarsi alla conoscenza della natura umana occorre mettere in relazione tutti questi aspetti integrati e differenziati, che permettono ad ogni persona di essere irripetibile.
Aristotele sosteneva che: “siamo vulnerabili a causa della nostra animalità, siamo sociali e dunque reciprocamente interdipendenti, diventiamo autonomi e liberi in virtù della nostra spiritualità”. (Marta Bertolaso, Alfredo Marcos, Umanesimo tecnologico. Una riflessione filosofica, Carocci, 2023)
Per spiegare gli eventi occorrono ipotesi inedite. Il filosofo Peirce introduce il concetto di abduzione, il procedimento creativo che richiede di uscire da aspettative consuete.
Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.
Fonte: Si ringrazia l’Ufficio Stampa dell’Accademia dei Parmenidei.
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