Proposta Intitolazione della Locale Caserma dell’Arma dei Carabinieri alla Memoria del Gen. Aurelio Cappiello.

di Francesco Preziuso

Rionero In Vulture (PZ) – Nel corso delle varie epoche che hanno caratterizzato la sua lunga ed importante storia passata, ha avuto indubbiamente tantissimi suoi “figli illustri” che, distintisi brillantemente ognuno nel proprio ambito, hanno contribuito in maniera significativa nel portare orgogliosamente alto il nome di questa cittadina sia su scala regionale e sia su scala extraregionale e nazionale.

Nomi importanti di personalità di rilievo che, nel corso delle varie epoche storiche passate, si sono affermate in ambito politico-istituzionale ed intellettuale come Giustino Fortunato junior (1848-1932), Giustino Fortunato senior (1777-1862), Ernesto Fortunato (1850-1921), Raffaele Ciasca (1888-1975), Giuseppe Catenacci (1893-1975), Nino Calice (1937-1997), Beniamino Placido (1929-2010) ed Enzo Cervellino (1919-2005), in ambito prettamente politico-istituzionale come Francesco Pallottino (1851-1914), Peppino Brienza (1938-2018), Donato Lamorte (1931-2014) e Donato Martiello (1933-2023), in ambito giuridico come l’avvocato e giurista Filippo Longo (1870-1937), in ambito rivoluzionario come il religioso e patriota Michele Granata (1748-1799) ed il capo indiscusso delle bande brigantesche Carmine Crocco (1830-1905), in ambito religioso come il Vescovo Gennaro Fortunato (1733-1799), in ambito artistico-culturale come Vincenzo Maria Granata (1828-1911), Giovanni Mecca (1897-1970), Michele Rigillo (1879-1958), Giuliana Brescia (1945-1973), Michele Falaguerra (1932-1994) e Vittorio Piccirillo (1946-2011), in ambito sociale e del volontariato come Maria Luigia Tancredi (1874-1960), in ambito sportivo come il pioniere dello sport rionerese Pasquale Corona (1910-1980) ed il pluricampione mondiale di boxe Raffaele Giordano (1905-1993) in arte Young Corbett III°, in ambito scolastico ed educativo come Maria Catenacci Rubino (1898-1957), Michele Preziuso (1888-1961), Carlo Pesacane (1918-1995) ed Emidio Nigro (1924-2018), in ambito di studi in materia agraria ed economica come il luminare Luigi Granata (1776-1841), in ambito medico-militare come Arcangelo Mennella (1858-1929) e Vito Amorosino (1911-1976) ed in ambito prettamente militare come il giovane sottufficiale Emanuele Brenna (1918-1943) ed i valorosi ufficiali Giuseppe Pennella (1864-1925), Nicola Russo (1897-1959), Michele D’Angelo (1868-1912) e Aurelio Cappiello (1898-1962).

Attraverso il contenuto di questo articolo che segue, tra tutti questi nomi di rioneresi illustri del passato, ci soffermeremo in maniera specifica e dettagliata sulla figura del Generale Aurelio Cappiello che si distinse brillantemente e valorosamente in ambito militare facendo carriera come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri fino ad arrivare a ricoprire l’importante e prestigioso incarico di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Aurelio Cappiello nacque a Rionero il 13 Agosto 1898 figlio di Michele Aquilante Cappiello e Irene Pennella, sorella del noto e Pluridecorato Generale del Regio Esercito Italiano Giuseppe Pennella.
Nel 1917, all’età di soli 19 anni, il giovane Aurelio Cappiello si arruolò nella Fanteria dell’allora Regio Esercito Italiano e venne inviato sul fronte bellico della Prima Guerra Mondiale a difesa della Patria combattendo nella 2° Armata.
Nel 1920 entrò nei Carabinieri con il grado di Tenente assumendo la reggenza di vari comandi territoriali in varie parti d’Italia fino al 1931.
Nel 1931 venne promosso al grado di Capitano ed inviato in Somalia nel Corpo delle Truppe Coloniali Italiane assumendo il Comando dei Carabinieri dello scacchiere dell’Ambra Alagi nel Battaglione “Toselli” e rimase in missione militare nella nazione dell’Africa Orientale fino al 1934.
Durante la Seconda Guerra Mondiale si distinse valorosamente per le sue notevoli capacità in ambito militare.
Nel 1953 venne promosso al grado di Colonnello e fu invitato in Sardegna dove gli venne affidata la Reggenza della Legione Carabinieri di Cagliari rimanendo in terra sarda fino al 1956.
Infatti, proprio nel 1956, venne promosso al grado di Generale di Brigata e fu invitato in Veneto dove gli venne affidato il comando della 7° Brigata di Padova.
Nel 1960 fu promosso al grado di Generale di Divisione e gli venne affidato l’incarico importante di comandante della Prima Divisione “Pastrengo” di Milano dove rimase in carica fino al 1962.
Successivamente fu inviato a Roma dove, con il grado di Generale di Divisione, il 1° Febbraio 1962 venne nominato Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ricoprendo questa carica per poco più di sei mesi fino al 13 Agosto 1962 quando lasciò l’importante incarico per motivi di salute.
Infatti, dopo nemmeno un mese dall’aver lasciato l’incarico, l’11 Settembre 1962 si spense a Roma all’età di 64 anni.

Una carriera militare importante, quella del Generale Aurelio Cappiello, dimostrata in modo chiaro dalle tante Onorificenze ottenute tra cui una Decorazione al Valore Militare, sei Encomi Solenni e due Croci al Merito di Guerra.
Dalla sua prematura dipartita sono passati ormai più di 60 anni e, ad oggi, la “sua” Rionero ha onorato la memoria di questo suo valoroso “figlio illustre” dedicandogli, alcuni decenni fa, un monumento formato da una Stele eretta in suo onore e situata nel quartiere del Piano Regolatore proprio nei pressi delle stazioni di benzina Esso ed Eni. Un gesto, quello della realizzazione della Stele eretta in suo ricordo, tuttosommato onorevole e doveroso ma che, al tempo stesso, non rappresenta il massimo per ciò che il Generale Aurelio Cappiello è stato.
Infatti, a parte la realizzazione di questo monumento avvenuta in passato, per il resto, nel corso degli anni, non è stato fatto praticamente mai nulla per ricordare a dovere la figura di questa grande personalità. Una proposta semplice e concreta per onorare degnamente la sua memoria e le sue valorose gesta profuse in ambito militare potrebbe essere l’intitolazione della sede del Comando Stazione Carabinieri di Rionero alla sua memoria considerato anche il suo notevole impegno profuso come Alto Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri. Proprio in merito a questo, va specificato come, in molti altri centri della Basilicata tanti sono i presidi militari dell’Arma dei Carabinieri che sono appunto intitolati alla memoria dei tanti militari di questo corpo particolarmente distintisi per le loro gesta durante il proprio servizio e, proprio per questo, sarebbe sicuramente cosa giusta, doverosa e soprattutto facilmente attuabile quella di una possibile intitolazione del “presidio rionerese” dell’Arma dei Carabinieri alla memoria del Generale Aurelio Cappiello. Attraverso il contenuto di questo articolo auspichiamo vivamente che, in un futuro si spera non troppo lontano, questa nostra proposta di intitolazione della sede del Comando Stazione Carabinieri di Rionero possa diventare realtà in modo da rendere pieno lustro ed onore alla memoria di questo “figlio illustre” di Rionero quale è stato appunto il Generale dell’Arma dei Carabinieri Aurelio Cappiello.

Fonte; Si ringrazia Francesco Preziuso per la cortese collaborazione.


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