Prefazione

Esplora profondamente il tema del tempo come una dimensione complessa di ardore e rigenerazione. La scrittura riesce a catturare la dualità del tempo, evidenziando sia il suo carattere effimero che quello ciclico e rinnovante. È un invito a riflettere su come ogni istante, pur essendo unico e irripetibile, porti con sé una traccia di eternità e un potenziale per la rinascita.

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La metafora del tempo come una “lama dolce” è particolarmente evocativa, richiamando alla mente non solo la fragilità delle esperienze umane, ma anche la bellezza della trasformazione. La scelta di parole che descrivono il passato e il futuro crea un’atmosfera di nostalgia e speranza, rendendo il lettore consapevole di come ogni momento possa contenere un’opportunità per vedere il mondo in una luce nuova.

L’invito al lettore è un appello a prestare attenzione alle piccole cose, a riconoscere la bellezza nell’effimero e a trovare gioia e significato nella continua trasformazione della vita. Un approccio pragmatico e fiducioso nei confronti del divenire, aiutando chi legge a navigare le sfide del presente senza dimenticare il potenziale di ogni esperienza.

Questa prefazione funge da guida e da riflessione per chi si avvicina al testo, suggerendo che, al di là del transitorio, ci sono sempre semenze di rinnovamento pronte a germogliare. È una visione poetica e profonda, che invita a esplorare il significato del tempo e delle emozioni con apertura e sensibilità.

Onda Lucana – Redazione.

Tutto Passa e Va’.

Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo

 

Scelsi i fiori più belli e i cioccolatini con ciliegia.

 

Mi recai a far visita alla, ormai anziana,

cara dolce governante.

 

Lei, quando io ero piccino ricordo:

e lo faccio con gioia, mi chiamava Pallino.

 

Bussai alla porta, lei aprì, sussultò,

divampò pronunciò il mio nome, mi sorrise.

 

Ogni nonnulla si elevava prendeva significato.

 

Le sue mani, le sue rughe: la maschera più bella.

 

Capii che soffriva,

ma fiera, senza lamento o pianto.

 

Poi ci sedemmo per ricordare.

 

Avevamo tante cose da dire.

 

Nel mentre la fiamma ardeva,

arroventava il focolare.

 

Il vapore sbuffando sollevava

coperchio e pillacchere dalle bollenti pignatelle,

si diffondeva un gustoso sapore

di cotica e fagioli: il piatto rustico, che amavo.

 

Beatrice, la dolce, cara governante,

mi commosse, per questa attenzione.

 

Poco dopo erano a tavola

fumanti e graditi, poi caffè.

 

Indugiammo nel commiato,

spegnendoci nei saluti.

 

Addio Pallino, sussurava, agitando la sua mano.

 

Rispondevo: addio governante.

 

Addio signora Bramante.

 

Seppi in seguito: Ella, lasciata Potenza,

riposa nella sua terra Toscana,

tra i fiori più belli.

 

(In ricordo di Beatrice Bramante).

 

Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo

Si ringrazia per speciale concessione da parte dell’autore: Domenico Friolo

Foto di copertina/Interna fornita dall’autore.

Riproduzione Riservata.


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