“Siamo nel cuore delle festività natalizie e vorrei dedicare ai lettori di Onda Lucana una mia poesia che ci porta una riflessione sul senso del Natale e il significato della nascita di un Bambino che dona speranza ai nostri cuori afflitti dai tanti problemi e tragedie dell’Umanità, come la violenza e le guerre.
La poesia, che allego, si intitola “Un Presepe in città” e, grazie alla sua impostazione teatrale, l’ho potuta declamare diversi anni fa in un evento al Teatro “Don Angelo Zeoli” di Santa Croce del Sannio, in provincia di Benevento, con la rappresentazione scenica e gli interventi recitativi del Gruppo Teatrale locale, e la regia di Nicolina Zeoli.
Il bimbo in braccio ai genitori, che impersonavano Giuseppe e Maria, era l’ultimo nato del paese.
Un Presepe in Città.
Tratto da:Onda Lucana® by Maria Carmela Mugnano
Si avvicinava il giorno di Natale
e in città cresceva l’ansia alacremente
di preparar cenoni e di tenere a mente
acquisti e doni del tempo augurale.
Ma in una piazza in mezzo a tanta gente
cuori fedeli al senso del Natale
dettero vita a un Presepe vivente,
il segno dell’evento spirituale.
E in quella rassegnata frenesia
ci fu chi ebbe una folgorazione
davanti a San Giuseppe e a Maria
stretta al piccolo Gesù con devozione.
Si fermò la gente trattenendo il fiato
a quella vista di amore e tenerezza:
chi volle fare al bimbo una carezza,
chi, nell’incanto che si era creato,
si inginocchiò e depose la sua croce
levando chiara e forte questa voce:
“Non metto, mio Signore, ai tuoi piedi
doni preziosi insieme a incenso e oro,
ma la disperazione, come vedi,
di un uomo che ha perso il suo lavoro…
Tu che del campo hai lodato i gigli
sono certo che aiuterai i miei figli…”
Come un’ eco da una donna uscì un lamento :
“Tu che hai guarito i lebbrosi sulla via
dammi la fede in questo momento
per affrontare una triste malattia…”
Un giovane, nato in terre lontane,
fece sentir la sua testimonianza :
“A Te mi rivolgo, Dio di fratellanza.
Senza riserva hai dato il Tuo pane
al povero e al ricco, al santo e al peccatore.
Perché i Tuoi figli bianchi guardano il colore
della mia pelle e non quella del mio cuore?”
Una vecchina col capo reclinato
fece uscir dal suo petto tutto il fiato:
“Sei venuto a redimere i peccati
e a portare la pace sulla terra:
fa’ che nel mondo non ci sia più la guerra,
né barriere tra i popoli o steccati.
Tu che sei stato prima un bambino
salva i piccoli da un mondo di violenza
perché l’Amore è il nostro destino
e ci hai detto che non possiamo farne senza.”
Si fece sera e per la città corse una scia
fatta di tanti messaggi di speranza
che risuonavano in perfetta armonia
intrecciandosi come in una danza.
Fu un’emozione che dette i brividi alla pelle…
… il cielo vide e si riempì di stelle.
Maria Carmela Mugnano
Tratto da:Onda Lucana® by Maria Carmela Mugnano
Si ringrazia l’autore per la cortese concessione.
Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.
Riproduzione Riservata.
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