“I racconti della domenica” – Dal 10 novembre al Cinema.

Movieside Cinematografica; con Rai Cinema, con il contributo del MiC – Ministero della Cultura e con il sostegno della Sicilia Film Commission presentano:

I racconti della domenica

Diretto da Giovanni Virgilio con: Alessio Vassallo, Stella Egitto, Paolo Briguglia, Nino Frassica, Emmanuele Aita e Vincent Riotta.

In sala da 10 novembre con Movieside Distribution

CAST ARTISTICO

Alessio Vassallo: Francesco;
Stella Egitto: Maria;
Nino Frassica: Don Peppino;
Emmanuele Aita: Ture;
Cosimo Coltraro: zio di Ture;
Vincent Riotta: Onorevole Di Nardo;
Rita De Donato: Angelica;
Paolo Briguglia: Antonio (fratello Francesco);
Plinio Milazzo: Pietro il guardia;
Francesco Foti: Gaetano;
Francesca Della Ragione: Francesca;
Raffaele Cordiano: Francesco da bambino;
Gabriele Finocchiaro: Ture da giovane;
Irene Maiorino: mamma di Francesco;
Federica De Benedittis: Connie.

CAST TECNICO

Regia: Giovanni Virgilio;
Sceneggiatura: Giovanni Virgilio – Marco Spagnoli – Manuela Gurgone – Luca Arcidiacono;
Direttore dalla fotografia: Gianni Mammolotti;
Scenografia: Giuseppe Busacca;
Costumi: Laura Costantini;
Montaggio: Emiliano Bellardini e Luca Carrera;
Musiche: Michele Josia;
Supervisore effetti visivi: Nicola Sganga;
Produzione e distribuzione: Movieside;
Durata: 101′.

SINOSSI

Il film abbraccia quarant’anni di Storia Italiana e siciliana, dal 1934 alla morte di Aldo Moro, attraverso la storia di Francesco – uomo onesto, amante della vita e dei diritti e dei doveri – che racconta la propria vita scrivendo lunghe lettere al padre, partito per l’America che lui era bambino.

Ma, fra dollari che il padre stesso manda alla famiglia in Sicilia, non c’è alcuna risposta. Dalla giovinezza durante la guerra, alla candidatura a sindaco del proprio paese, la vita di Francesco è uno spaccato della Storia d’Italia e della Sicilia. La storia di un uomo che, cresciuto senza un padre, è diventato il Padre di tutti i suoi cittadini.

NOTE DI REGIA

I pranzi della domenica in famiglia hanno sempre qualcosa di speciale. Almeno nella di mia famiglia. Una famiglia siciliana che la domenica si riunisce in una tipica cucina che in quella giornata sa sempre di parmigiana e caponata, mista all’odore dell’immancabile pianta di basilico posta sul davanzale della finestra in attesa di essere utilizzata per preparare la pasta alla norma.

Alla fine del pranzo, tra un caffè e un limoncello, si raccontano tante storie del passato di solito sempre le stesse e spesso e volentieri alcuni commensali fanno anche finta di non conoscerle per non dispiacere il narratore.

Fu proprio in una di quelle domeniche che ho deciso di raccontare questa storia, la storia di Francesco, che pare sia stato uno dei sindaci siciliani più giovani del dopoguerra, se non il più giovane, e che tutte le domeniche scriveva al padre emigrato in America dalla Sicilia.

Con “I racconti della domenica” ho cercato di fare un film per tutti, un racconto di un cinema d’autore in grado di fare di una storia personale un percorso umano e profondo che, oggi più che mai, con lucidità e chiarezza, incrocia il nostro presente sollecitando non poche riflessioni.

Un racconto popolare molto italiano e concreto fatto di emozioni, passioni e speranze in cui tutti si possono riconoscere.
Con una regia volutamente semplice ho messo in scena un percorso lungo 40 anni iniziando dai primi anni ’40 del Novecento fino alla morte di Aldo Moro. Francesco, il Sindaco, è il nostro protagonista, un personaggio “buono”, idealista, sentimentale, altruista legato ai valori. Tutte qualità che mette in pratica attraverso la scelta di entrare in politica intendendola strumento utile a servizio della comunità e profondendo grande impegno.

Amante della vita, promotore dei diritti, fedele ai doveri, si accompagnerà a una donna, Maria, la quale ne condivide gli ideali, i valori, le passioni, sostenendolo nel suo impegno. È una donna di poche parole ma dai grandi fatti; figlia di un grande proprietario terriero che lascia tutto per seguire l’amore. Francesco, ormai lontano nel tempo, attraverso la vicenda narrata, esempio di impegno, umiltà e correttezza, ci invita a riflettere, non senza un velo di amarezza, su ciò che poteva essere e purtroppo non è stato.

NOTE DI PRODUZIONE

“I racconti della domenica” ha un percorso molto singolare. I primi sopralluoghi avvengono in Calabria nel 2018, dove mi trovavo per promuovere un altro film.
Considerato che questo film ha origine da un racconto casalingo e dal momento che nel racconto si cita la Calabria, trovandomi lì ne approfittai per visitare Serra San Bruno.

Ne rimasi subito affascinato e decisi con la mia Società di catapultarmi in una nuova esperienza, in una storia completamente diversa da raccontare.
Nel 2019 abbiamo battuto il primo ciak in Calabria sapendo di doverci volutamente fermare per aspettare l’inizio dell’estate (alcune esigenze di sceneggiatura, come lo sbarco in Sicilia, ci imponevano di girare con dei colori più caldi).

Nel 2020 è arrivato il Covid-19 che ha fatto venir meno sia le condizioni artistiche che quelle produttive per ricominciare. C’era solo da attendere. Il gruppo di lavoro della mia società cambia, quelli che restano non si arrendono, ci si mette a lavoro a distanza e si decide di adottare strategie diverse. Nel febbraio 2021 arrivano le risposte che attendevamo e fissiamo le date di partenza per agosto, sapendo di doverci fermare ancora e riprendere ad ottobre.
Avevamo in tasca il girato della Calabria e scalpitavamo per continuare, dovevamo trovare una location siciliana che potesse ospitare la storia.

Trovammo Castiglione di Sicilia (uno dei borghi più belli d’Italia), fu amore a prima vista.
Completate le riprese di agosto ci siamo preparati subito per ottobre: la troupe era leggermente diversa, ma il morale era alto, così alto che riuscimmo a completare le riprese nonostante il maltempo ci martoriasse: nonostante l’uragano Medicane abbia colpito i paesi limitrofi facendo crollare anche alcune location che avevamo scelto per il film, siamo riusciti comunque a terminare le riprese.

A gennaio eravamo già in post, iniziava la sfida più grande, ricostruire interamente in digitale il porto di Messina con i suoi migranti. Nel primo atto del film il nostro protagonista è un bambino e quindi in questa ricostruzione abbiamo voluto dare volutamente la sensazione di essere in un videogioco con l’idea di far avvicinare anche i bambini a questa storia.

Correndo a destra e a sinistra tra la post degli effetti speciali e la moviola, il film prendeva forma ma noi volevamo raccontare ancora di più, volevamo raccontare l’Italia del tempo aggiungendo del bianco e nero, e fu così che ci siamo rivolti a Luce Cinecittà e al Movimento Operaio per chiedere delle immagini di repertorio.

Finito il montaggio e dopo la prima visione del film con Rai Cinema e con gli autori della sceneggiatura (Marco Spagnoli, Manuela Gurgone e Giovanni Virgilio), si è deciso di fare delle piccole modifiche alle musiche, e dopo aver rivisto il film, decidiamo di chiuderlo. Nell’estate la Produzione, dopo aver co-distribuito “Malarazza”, decide di ampliare il suo percorso nel cinema e si sdoppia anche in distribuzione, una distribuzione che mira a distribuire cinema d’autore indipendente, iniziando proprio da “I Racconti della Domenica”.

IL REGISTA – GIOVANNI VIRGILIO

Giovanni Virgilio si diploma nel 2000 come attore presso la scuola “Ribalte” di Enzo Garinei di Roma. Nel 2003 lavora come aiuto regista e produttore esecutivo del cortometraggio Alterego di Daniele Gangemi. Nel 2007 è produttore esecutivo del film Petali di rosa, per la regia di Maximo De Marco, con Claudia Koll e Antonella
Ponziani e nel 2008 ha lo stesso ruolo in Una notte blu cobalto diretto ancora da Daniele Gangemi.

Nello stesso anno lavora nella produzione esecutiva del mediometraggio Ti aspetto fuori, in collaborazione con il Ministero dell’Interno, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Carthusia, Cga di Palermo. Il film è selezionato al David di Donatello ed è vincitore del Diamante Film Festival. Nel 2009 diventa Direttore Artistico presso la Cappella Bonajuto di Catania (omaggio a Marcel Duchamp).

Nel 2010 viene nominato Presidente Regionale del Consorzio Cinematografico per il Mediterraneo ed è l’ideatore e organizzatore generale dell’evento La notte bianca del Cinema a Catania. Nel 2011 dirige e produce il
cortometraggio My name is Sid, con Alessio Vassallo, Liborio Natali e Cosimo Coltraro. La storia narra le vicende del ritorno a casa di due mafiosi siculo-americani per inaugurare un museo del cinema ed è stato presentato in concorso alla 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Nel 2012 realizza il cortometraggio Damiano al di là delle nuvole iniziano i sogni, che viene selezionato in oltre 100 festival nazionali e internazionali, con cui affronta la tematica della mafia degli anni ‘90 attraverso gli occhi di un bambino di nove anni: gli attentati di mafia e le loro drammatiche conseguenze lo spingeranno a rifugiarsi nei suoi sogni, l’unico spiraglio per evadere dalla realtà desolante in cui vive. Nel 2014 esordisce nel lungometraggio con La bugia bianca, un omaggio alle donne vittime di violenza nella guerra in Bosnia ed Erzegovina. Il film nasce dall’esigenza di raccontare la storia di
una giovane donna che deciderà di affrontare un dolore con forza e dignità, piuttosto che continuare a nascondersi dietro a menzogne e verità non dette.

Nel 2016 diventa delegato AGPCI per la Regione Sicilia e produce il cortometraggio Il migliore del mondo e il videoclip Adesso di Erica Mou – canzone ispirata al romanzo di Chiara Gamberale, Adesso, edito da Feltrinelli Editore.
Nello stesso anno cura la regia del documentario Librino Express (attualmente in fase di post-produzione) che si occupa del “Progetto G124”, ovvero l’idea di “rammendo” delle periferie promossa dal sen. arch. Renzo Piano, in particolare della
riqualificazione dell’area di San Teodoro nel quartiere di Librino di Catania.

Fonda poi Studi Cinematografici Siciliani di cui è Presidente e socio Amministratore.
Nel 2017 dirige e produce, in co-produzione con Xenon Produzione Cinematografica e in collaborazione con gli Studi Cinematografici Siciliani, il suo secondo lungometraggio dal titolo Malarazza (una storia di periferia): Catania e la sua periferia vista attraverso la storia di un boss decaduto e di una donna desiderosa di cambiare la propria vita.

Fonte: REGGI&SPIZZICHINO Communication