Mentre l’Italia guarda a Cernobbio, una lucana coordina in Calabria il confronto su intelligence e futuro
Giada Rita, professionista lucana con un percorso maturato al servizio dello Stato nel settore della sicurezza, ha coordinato la VI Università d’Estate sull’Intelligence, che ha riunito a Soveria Mannelli alcune delle più autorevoli personalità italiane del mondo istituzionale, accademico e strategico.
Mentre a Cernobbio politica, economia e grandi imprese si confrontavano sugli scenari dell’Italia e del mondo, a centinaia di chilometri di distanza, in un piccolo centro della Calabria, prendeva forma un altro laboratorio dedicato al futuro del Paese.
Soveria Mannelli (CS) – Dal 3 al 5 settembre, la VI Università d’Estate sull’Intelligence, dal titolo “Abitare il futuro”, ha portato a Soveria Mannelli esponenti delle istituzioni, della magistratura, della difesa, dell’università e dei settori strategici nazionali per discutere di intelligence, geopolitica, intelligenza artificiale, energia, sicurezza e autonomia strategica.
Tra i protagonisti Vittorio Rizzi, direttore generale del DIS, Lorenzo Guerini, già ministro della Difesa e presidente del COPASIR, Giuseppe Amato, Procuratore della Repubblica di Bologna, e, con loro, Stefano Mannino, Alessandro Ferrara, Francesca Mariotti, Alfio Rapisarda, Giuseppe Cossiga, Barbara Carfagna, Michele Colajanni, Gian Luca Foresti, Paolo Uricchio, Roberto Paura, Giuseppe Rao, Valerio De Luca, Domenico Talia, Flavia Giacobbe e Florindo Rubbettino.
Personalità e competenze diverse riunite attorno a una domanda comune…come preparare l’Italia alle trasformazioni che stanno già modificando gli equilibri geopolitici, tecnologici ed economici?
Un livello di confronto che ha portato LaC News24 a definire Soveria Mannelli la “Cernobbio del Mezzogiorno”, evidenziando il valore di un’esperienza capace di trasformare per tre giorni un piccolo comune calabrese in un luogo di riflessione sulle grandi questioni del nostro tempo.

Una lucana alla regia
A coordinare la complessa macchina organizzativa dell’evento è stata Giada Rita, lucana, con un’esperienza professionale costruita sul campo e progressivamente affiancata da un intenso impegno nei settori dell’intelligence, della formazione, dell’innovazione e delle nuove tecnologie.
Un profilo al quale si affiancano la delega nazionale alle attività formative della Società Italiana di Intelligence, la presidenza regionale per la Basilicata del Polo Nazionale Droni e numerosi altri incarichi.
«Coordinare un evento di questo livello è stato un privilegio, ma soprattutto una grande responsabilità – racconta Rita –. Dietro tre giornate come queste ci sono mesi di lavoro, una macchina organizzativa complessa e una squadra di professionisti. Quando hai il compito di accogliere personalità con responsabilità istituzionali così importanti, comprendi quanto ogni dettaglio debba essere curato e non lasciato al caso».
Un ringraziamento particolare è rivolto a Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence e ideatore dell’Università d’Estate: «A lui devo la fiducia che continua a riporre in me e il riconoscimento di una visione portata avanti negli anni: fare della cultura dell’intelligence uno strumento di conoscenza e formazione utile al Paese».
Dal Sud, uno sguardo sul futuro
L’esperienza di Soveria Mannelli racconta così anche qualcosa della Basilicata e del Mezzogiorno: territori che possono non soltanto assistere alle grandi trasformazioni, ma contribuire a comprenderle, anticiparle e costruire reti nazionali di competenze.
Mentre a Cernobbio si discuteva del futuro dell’Italia, nel cuore della Calabria si provava ad “abitarlo”, riunendo alcune delle più autorevoli competenze del Paese.
E alla regia di quelle tre giornate c’era anche un pezzo di Basilicata.
Fonte: Si ringrazia Giada Rita per il presente comunicato.
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