Prefazione

Questo testo nasce come un racconto in versi di un ricordo vivido, maturato tra le pietre antiche del Parco Archeologico di Grumentum, sulle rive serene del lago Pertusillo, dove l’Agri fa da compagno discreto al presente e al passato. È un viaggio lirico che intreccia natura e storia, silenzio e voce, memoria personale e memoria collettiva di una terra che custodisce millenni di frammenti, sogni, mercati e mani artigiane.

La poesia qui raccolta non pretende una ricostruzione accurata della storia, ma una restituzione del senso: come una pagina scritta con l’acqua di lago, con il profumo dell’olivo e con il respiro delle colonne. Ogni verso cerca di essere un passo sul confine tra ciò che è stato e ciò che resta, tra la luce che si riflette sulle rive e il tempo che si ritrova nel cuore di chi ascolta.

Invito il lettore a camminare con me tra resti e fronde, a fermarsi di fronte a una pietra e a lasciarsi guidare da una memoria che non ha età, ma una unica casa: il luogo in cui passato e presente si intrecciano, come fili di una stessa storia che continua a rinascere.

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L’Uomo di Grumentum

GIOVANNI ORLANDO detto “Trotino”

Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo

Svettavano, irte nel cielo

cime di un Appennino sublime

L’Agri riceveva affluenti montani

con acqua chiara e cristallina.

Un pescatore, vigilava all’ombra del melo,

al suo fianco questo poeta cercava rime

in giochi di parole lieti e intelligenti

nel verde della radura grumentina.

Più in là, antiche testimonianze romane

stupendi resti, tra erbe curate e rasate,

nel mentre appariva, fantasma dei venti,

un vecchio impastato di sapienza antica.

Procedeva claudicante con pena enorme,

curvo malandato, dai ricordi indelebili…

sapeva di storia, di genti e narrava a tutti particolari di storia, aprendo una vetrina.

L’uomo di Grumentum scioglieva il gelo

porgendo il meglio di se, sorprendendo

come tale poeta della storia nella storia. Arricchiva Grumentum, con perle d’amore

A sera, il prato baciava il dolce Pertusillo

l’Appennino inebriava con le cime le stelle

la Val d’Agri si copriva di bagliori rilucenti,

Quella fiamma diabolica…lungi dal vivere

Quel buon uomo che appariva silenzioso a Grumentum, lo vidi tre volte ancora, diventammo amici: un uomo che diede

se stesso a ciò che aveva di più caro.

Sono ripassato dopo anni nella radura:

Sono sempre verdi le rive del lago

e raggiunto a piedi il Parco archeologico

ho cercato con lo sguardo Giovanni…

La sua figura, il suo muoversi claudicante malandato, non c’erano più a narrare

di un uomo coraggioso nel mostrarsi,

mentre gli si illuminava il viso di gioia

nel narrare di Grumentum, della Lucania,

dello Sciaura, del Maglie e dell’Agri..

Mi è rimasta indelebile la sua lucanità,

il suo viso, l’amore verso la sua terra.

Ho chiesto ad amico: Graziano Accinni…

commosso, mi ha risposto: è con Dio.

Giovanni, ha lasciato a noi sensibilità,

amore e la sua immagine commovente.

“Addio Trotino*

Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo

Tutte le foto sono tratte da repertorio Web – Si ringrazia gli autori per la cortesia

Riproduzione Riservata.


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