Prefazione

L’11 settembre 2001 rappresenta una data che ha segnato profondamente la storia contemporanea, un giorno in cui il cielo blu di Manhattan è stato oscurato da una tragedia indescrivibile. Le Torri Gemelle, simbolo di forza e progresso, sono state abbattute, portando via con sé non solo vite umane, ma anche un senso di innocenza che credevamo intoccabile.

Ricordare quella nefasta giornata significa rivivere un turbinio di emozioni. È il ricordo dell’angoscia, della paura, ma anche della straordinaria umanità che è emersa di fronte all’orrendo attacco. Le storie di coraggio e solidarietà, di persone che hanno messo a rischio le proprie vite per salvare gli altri, rimangono impresse nella memoria collettiva come un faro di speranza amid le tenebre.

Il nostro autore ha intrapreso un viaggio emotivo attraverso i ricordi di quella mattina, cercando di catturare le sensazioni e i sentimenti che hanno pervaso quell’istante cruciale. Con parole cariche di sincerità e delicatezza, ci invita a riflettere su come quell’esperienza abbia trasformato non solo Manhattan, ma il mondo intero.

Nel celebrare le vite perdute e nel rendere omaggio a coloro che hanno affrontato l’ignoto con determinazione, questo libro offre non solo una memoria storica, ma anche una testimonianza della resilienza dello spirito umano. In un’epoca in cui la divisione e l’odio sembrano prevalere, è fondamentale ricordare e riflettere su come, anche nei momenti più bui, si possa trovare la luce della compassione e della unità.

Invitiamo il lettore a immergersi nelle pagine di questo racconto, permettendo di rivivere le emozioni e le sensazioni di quel giorno, non per restare intrappolati nel dolore, ma per onorare la memoria e costruire un futuro di pace e comprensione.

Onda Lucana – Redazione.

Ricordi di una Giornata Oscura: 11 Settembre a Manhattan.

Tratto da: Onda Lucana®by Antonella Lallo

Ero lì.Ero bloccata dentro quel pullman,
in viaggio verso le Torri Gemelle,
quando sono stata costretta a scendere
e a catapultarmi nell’inferno.

Appena fuori, l’aria è diventata un muro
invalicabile:una polvere densa
che accecava il mattino,
l’odore sgradevole, acre della cenere
e del fumo,mentre intorno
esplodeva il corri corri disperato per scappare.

In mezzo alla strada, nel cuore della confusione,
ho visto la richiesta disperata di sangue per i feriti,
le vite stravolte che si incrociavano sul marciapiedi.
Poi ci vietarono di uscire, e rimasi chiusa lì dentro,

in un albergo,mentre nei giorni successivi
quel velo di cenere non se n’è andato,

la polvere continuava a scendere
e ad appoggiarsi su tutto,un manto grigio
che ricopriva le strade, le case,
gli oggetti, al punto che non si poteva toccare
più niente senza sentire il crollo.

E dentro l’albergo il silenzio era diventato
un rumore assordante, un vuoto pesante
che premeva contro i vetri delle finestre,
interrotto soltanto dal suono costante
e cupo delle sirene.

Si percepiva lo smarrimento
di essere sospesi nel tempo,
l’attesa immobile di chi sa

che fuori il mondo è cambiato,
mentre Manhattan,
che prima era la normalità del caos,
appariva dalle stanze completamente vuota,
deserta, come disabitata.

Non c’era più nessuno a camminare per le strade,
solo le ambulanze che giravano senza sosta,
avanti e indietro,
uniche ombre in mezzo a quel vuoto
e a quel silenzio sospeso.

Poi, finalmente, arrivò il momento
di scappare verso la stazione:ci
incamminammo a piedi in mezzo
a quel deserto grigio,trascinando
le nostre valigie nel silenzio,
passo dopo passo, diretti verso i treni
per lasciarci quell’orrore alle spalle.

Sembravamo dei profughi in fuga,
sfollati che scappavano dal disastro,
in colonna verso i binari della salvezza
con addosso i segni di una guerra invisibile.

Ero lì, a respirare la fine del mondo
con gli occhi pieni di cenere,
e il tempo è passato,
la città ha cambiato forma,

ma quel blocco, quel silenzio isolato
e quel cammino verso la stazione
si sono impressi sotto la mia pelle,
la certezza di chi ha vissuto tutto
questo dal vivo
e porta ancora quell’aria intoccabile
dentro ogni respiro.

Tratto da: Onda Lucana®by Antonella Lallo

Immagine di copertina tratta da Pexels.

Riproduzione Riservata.

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