Prefazione

Questa frase non è soltanto un’immagine: è una promessa amara e vera. Ogni borgata, ogni periferia, ogni strada “di passaggio” conosce infatti due verità che camminano insieme. Da un lato c’è l’attrito della vita quotidiana: il fango che si attacca alle scarpe, la polvere che entra nelle giornate, le fatiche che non si vedono ma si sentono. Dall’altro c’è la forza della strada stessa—la sua capacità di mettere alla prova, di indurire senza spezzare, e di aprire, piano piano, una via d’uscita.

“Infanga” significa che non esistono sentieri puliti quando si parte dal poco, quando la storia pesa e le scelte hanno un prezzo. Significa che nessuno viene al mondo pronto, e che spesso si procede facendo esperienza di errori, ostacoli, sconfitte. Ma “Redime” significa anche che la stessa terra che sporca può diventare quella che nutre: la fatica può trasformarsi in dignità, il dolore in lucidità, la caduta in consapevolezza.

Questo testo nasce proprio da lì: dal desiderio di raccontare la strada come maestra, non come luogo romantico. Una strada reale, con odori, rumori, silenzi, e con persone che resistono. Perché la redenzione, di solito, non arriva con un colpo di scena: cresce nel tempo, quando finalmente si smette di scappare da sé e si impara ad andare avanti.

Camminando, si capisce. E chi legge, forse, riconosce. In ogni pagina c’è la volontà di non addolcire la verità, ma di offrirle una forma: una forma che dia senso, una forma che riscaldi.

Benvenuto in questo racconto: la strada può infangare, sì. Ma se la percorri con occhi sinceri, può anche redimere.

Onda Lucana – Redazione.

La Strada di Borgata ti Infanga e ti Redime.

Tratto da:Onda Lucana ®by Antonio Lanza – Pescopagano (PZ)

Lascio il cellulare spento sopra la scrivania,
prendo il giubbotto rosso e raggiugo amici
da un bel po’ che aspettano calmi nella via
ci rechiamo al bar del centro sempre felici.

Facciamo colazione poi decidiamo che fare
un compagno depressosi, fuma una canna
una ragazza isolata nell’angolo per sniffare
solo un bambino ha il gelato con la panna.

Per noi, la strada è la nostra scuola di vita
accade di tutto, c’è chi ride e usa violenza
quelli di borgata, soli e che nessuno invita
dove hanno imparato solo la delinquenza.

Parliamo di vestiti, marchi di famose griffe
che indossano soltanto chi ostenta risorse
e nei loro quartieri, esigono le forti tariffe
case belle, telecamere e i cavalli da corse.

Poi giriamo tutti insieme, palestra della vita,
La strada ci sbanda, la stessa strada redime,
chi non ha una casa la notte è lunga infinita
rende forti il branco, poi ci lascia senza rime.

Se qualcuno ci ascoltasse, né odio, sentenza,
emergerà che non siamo pazzi e con l’anima
forse usciremmo insieme da questa violenza.

Non c’è zona ripulita, qui la polvere rimane,
sono rimaste ferite, non si conoscono le vie
le nostre scuole distrutte, sono cose arcane
aiuto delle vecchie disperate e chiamate zie.

C’era uno volta un bistrot, noi stavamo bene
non esisteva la delinquenza nemmeno pene.
chi ci governa se ne sta lontano non sa dare
rendere vivibile i ghetti per potere cambiare.

Sotto i cartoni si svegliano uomini dimenticati,
e più avanti barcollano tanti esseri consumati.
Una vetrina infranta, la notte ha fatto bottino,
non c’è un centro culturale, posti per bambino.

L’unica scuola sembra quella della delinquenza,
mostrano i loro addominali, ma poca coscienza.
La noia deforma, opprime, spinge verso il male
per recuperare un ragazzo, uno sforzo abissale.

Non ti chiamo fratello per abitudine o paura,
qui circola un solo nome che è violenza pura.
Però ricordo un cortile, una palla, una risata,
prima che questa fame ci rubasse la giornata.

Dateci libri, palestre, una stanza illuminata,
un lavoro, una voce, una possibilità concreta.
Le nostre radici nessuno taglierà nel quartiere,
le nostre mani pulite e insieme per difendere.

Questa strada deve trovare una sistemazione
centri aperti, palestre vere, cura e istruzione.
con un po’di rumore diciamo: non sei perduto,
hai un’anima pura e il tuo futuro non è finito.

La speranza vive e ciò che abbiamo attraversato,
esalterà questo ambiente con un gesto ritrovato.
Se ci aiutano a tornare all’origine e all’innocenza,
la strada diventerà la scuola contro ogni violenza.

Tratto da:Onda Lucana ®by Antonio Lanza – Pescopagano (PZ)

Si ringrazia l’autore per la concessione dell’opera.

Immagine di copertina creata dalla tecnologia con Intelligenza Artificiale.

Riproduzione Riservata.


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